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In Puglia e Basilicata

Lecce, i tecnici  del Pug sono gli stessi di casa del sindaco?

Lecce, i tecnici  del Pug sono gli stessi di casa del sindaco?
di FABIO CASILLI
LECCE - «C’è un qualche rapporto tra la preside di Architettura, all'Università di Genova, Benedetta Spadolini e gli Spadolini che sono stati progettisti dell’Hotel Tiziano, del Centrum, della Links, tutte attività economiche riconducibili alla famiglia Perrone?» Un quesito che fa aleggiare sulla testa dell'attuale primo cittadino di Lecce lo spettro di possibili «conflitti di interesse» in materia di programmazione del futuro sviluppo del territorio comunale.

07 Novembre 2009

di Fabio Casilli

LECCE - «C’è un qualche rapporto tra la preside di Architettura, all'Università di Genova, Benedetta Spadolini e gli Spadolini che sono stati progettisti dell’Hotel Tiziano, del Centrum, della Links, tutte attività economiche riconducibili alla famiglia Perrone?»

Le generiche «perplessità», manifestate sin dall'inizio a proposito del conferimento dell'incarico di consulenza sul Piano urbanistico generale di Lecce all'Ateneo ligure, assumono un'altra forma. Soprattutto se rapportate al quesito posto, ieri, dagli esponenti del centrosinistra di Palazzo Carafa al sindaco Paolo Perrone. Un quesito che fa aleggiare sulla testa dell'attuale primo cittadino di Lecce lo spettro di possibili «conflitti di interesse» in materia di programmazione del futuro sviluppo del territorio comunale.

Antonio Rotundo e compagni, riuniti ieri nella sede della Federazione provinciale del Pd, non lo hanno detto apertamente, ma hanno chiesto che sulla vicenda si faccia al più presto chiarezza. Tant'è che nelle scorse settimane si sono pure rivolti all'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici.

A finire nel mirino dell'opposizione é la revoca del precedente incarico, affidato nel 2003 dall'allora Giunta guidata da Adriana Poli Bortone all'Università Federico II di Napoli. Poi, la scorsa estate, dopo la «cacciata» della Lady di «Io Sud» e dei suoi fedelissimi, c'è stata la virata netta in direzione dell'Ateneo di Genova.

«Si è partiti con il piede sbagliato», ha scandito ieri Rotundo, «si è revocato l’incarico all’Università di Napoli e si è individuata l’Università di Genova, cui si è conferito l’incarico per attività di collaborazione, studio, coordinamento e consulenza, per un importo di 240 mila euro, senza bando di gara o avviso di evidenza pubblica. Una scelta molto discutibile e per quanto ci riguarda inaccettabile, che la dice lunga sulla effettiva volontà, da parte di chi governa Palazzo Carafa, di volere seguire procedure chiare e lineari. Né vale nascondersi dietro la foglia di fico della Corte dei Conti. Appare chiaro, infatti, che il preteso contratto di ricerca, in realtà, dissimula un vero e proprio incarico professionale e che siamo in presenza di una evidente finzione giuridica».

Da qui la sollecitazione ad azzerare tutto. Del resto, quella «virata» verso Genova non era piaciuta neppure alla Poli e agli altri esponenti di «Io Sud».

Ma, questioni di legittimità a parte, ci sarebbe pure un secondo aspetto, più legato all’opportunità politica di affidare quell’incarico ai dipartimenti Diparc e Dsa della facoltà ligure di Architettura, «la cui preside è Benedetta Spadolini», hanno aggiunto i rappresentanti del centrosinistra. «Domandiamo al sindaco: c’è un qualche rapporto tra la preside Spadolini e gli Spadolini progettisti dell’Hotel Tiziano, del Centrum, della Links, tutte attività economiche riconducibili alla famiglia Perrone? Se c’è un rapporto, siamo davanti ad una gigantesca questione di inopportunità politica, che è obiettivamente insuperabile e che dovrebbe portare - a nostro avviso - alla revoca immediata dell’incarico. Perché è del tutto inimmaginabile, in un Paese normale, che il Pug possa essere redatto con un’ombra così pesante che rischia di pesare, come un macigno, sul futuro della nostra città. Per queste ragioni abbiamo presentato, da un lato, ricorso all’Autorità di vigilanza sui contratti, chiedendo l’adozione degli opportuni provvedimenti di competenza e, dall’altro, ci rivolgiamo al sindaco perché valuti l’opportunità di revocare gli atti di incarico all’Università dei Genova».

Il centrosinistra ha comunque chiarito come la definizione di un nuovo strumento urbanistico non sia più rinviabile. «È singolare che, mentre cresce nell’opinione pubblica la convinzione che proprio su delicate questioni urbanistiche, in questi anni, si siano consolidati intrecci opachi con risvolti penalmente rilevanti», ha sottolineato Angelamaria Spagnolo, «il sindaco e la Giunta non sappiano fare di meglio che affidare il futuro urbanistico della nostra città ad un gruppo di professionisti, senza alcun criterio di confronto o procedimento di trasparenza. Il sindaco avrebbe potuto raccogliere anche le interessanti sollecitazioni che giovani e talentuosi urbanisti leccesi, in questi giorni, stanno svolgendo in alcuni quartieri cittadini, praticando nuove forme di partecipazione alle scelte del futuro della nostra città. Questa sarebbe stata la svolta nei metodi e nei fatti che, come centrosinistra, avremmo gradito. Ma, ancora una volta, sotto il sole non c’è nulla di nuovo».

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