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In Puglia e Basilicata

Un miliardo di euro alla Puglia per strade, ferrovie, porti

Un miliardo di euro alla Puglia per strade, ferrovie, porti
di GIUSEPPE ARMENISE 
Il Governo e la Regione Puglia hanno firmato a Palazzo Chigi un’intesa che riguarda una serie di importanti opere infrastrutturali pugliesi, tra cui il nodo ferroviario di Bari. Per quanto riguarda le risorse in campo, il quadro, sintetizzato dall’assessore ai trasporti Mario Loizzo, prevede 420 milioni di euro per il nodo ferroviario di Bari, circa 280 milioni per Maglie-Leuca, 90 milioni per mettere in sicurezza le ferrovie del sud-est, a cui si aggiungono una serie di interventi sulla viabilità, come la camionabile di Bari per favorire il deflusso dei Tir
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07 Novembre 2009

di GIUSEPPE ARMENISE 

C’è il Nodo ferroviario di Bari, ma sorge qualche problema sulla linea ferroviaria Bari- Napoli. L’intesa (per un investimento di circa un miliardo) sulle grandi opere di trasporto in Puglia sembra finalmente assumere una connotazione definitiva. Non si scioglie ancora - e non lo sarà almeno fino alla prossima settimana - il garbuglio dei fondi Fas (delle preoccupazioni del governatore, Nichi Vendola, parliamo nel pezzo della pagina a fianco). Intanto è già importante che, stante l’idea del governo nazionale di tornare allo schema della legge Obiettivo del 2003 (il governo Prodi l’ave - va cancellata preferendo altri meccanismi di pianificazione sulle opere strategiche), il quadro di riferimento sia stato riassettato e siano state fissate le priorità di intervento. 

L’intesa, come si dice in base ad una terminologia sufficientemente burocratica, è servita ad appostare (l’erogazione avverrà sulla base della presentazione dei progetti e dei diversi stadi di avanzamento dei lavori) le risorse finanziarie. Tra le grandi opere che la Puglia attende da decenni, nell’intesa compaiono adesso gli interventi del cosiddetto Nodo ferroviario di Bari per una quota («ma con impegno del governo nazionale a coprire l’intero ammontare del progetto», assicura l’assessore regionale pugliese ai Trasporti, Mario Loizzo) di 440 milioni, ovvero la metà di quanto serve a realizzare gli interventi complessivamente progettati. Per la stradaMaglie-Leuca è invece prevista una copertura pari a 280 milioni. 90 milioni è la previsione dei fondi destinati a mettere in sicurezza la rete dei binari delle Ferrovie del Sud-Est. 
Un primo stralcio della strada camionabile per fluidificare il traffico di mezzi pesanti da e per il porto di Bari sarà infine possibile grazie ad uno stanziamento previsto di 40 milioni. 

È ormai almeno un paio d’anni che si assiste ad un vero e proprio balletto di cifre su queste opere. A marzo del 2007, nel corso di una solenne cerimonia nella sede della Prefettura di Bari, l’allora ministro alle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, aveva annunciato la copertura dell’intero intervento del Nodo ferroviario per complessivi 870 milioni. 
«Di Pietro - chiarisce ora Loizzo - aveva spostato la quota destinata a Bari nel Fas (Fondo per le aree sottoutilizzate, ndr) nazionale». Non è un caso che, da allora ad oggi, i Fas siano diventati croce più che delizia nei rapporti tra il nuovo governo Berlusconi, Puglia, ma più in generale tutte le regioni del Sud. Ieri, per tornare alla ferrovia Bari-Napoli, mentre sembrava che non ci fossero più ostacoli per lo stanziamento di quota parte del miliardo di euro necessario, ecco lo stop, sul quale la regione Campania ha aperto un altro fronte di contenzioso. «Ne riparliamo la settimana prossima», è la risposta del governo. Data la cifra di partenza (870 milioni), solo per limitarsi alle opere del Nodo ferroviario di Bari va detto che, per rimettere insieme almeno la metà dei fondi in gran parte coperti nel 2007 dal fondo Fas nazionale, si è attinto in parte (398 milioni) dal Pon (Programma operativo nazionale) Trasporti. Altri 40 milioni sono stati aggiunti in fase di definizione della delibera Cipe (Comitato interministeriale per la programmazione economica) di ieri. «Sui Fas - dice Loizzo - abbiamo ancora da recuperare». Sull’intesa governo-Regione interviene il presidente della sezione pugliese dell’Ance (Associazione nazionale costruttori edili), Salva - tore Matarrese. «Siamo soddisfatti dell’inte - sa, ma ci auguriamo che ora le risorse possano essere immediatamente disponibili. Il tessuto economico dei nostri territori ha necessità immediata di risorse fresche per poter ripartire»
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