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Barletta, il comune nega soldi ai rifugiati

Barletta, il comune nega soldi ai rifugiati
Cittadini di nazionalità eritrea, somala e nigeriana – in tutto 16 persone, tra donne, uomini e bambini – e alcuni operatori dell’Arci provinciale di Bari protestano dinanzi al municipio contro la mancata erogazione, da parte del Comune, dei fondi finanziati dal ministero dell’interno per il progetto 'Un rifugio a Barletta', finalizzato all’accoglienza e alla tutela dei rifugiati politici e richiedenti asilo

06 Novembre 2009

BARLETTA - Cittadini di nazionalità eritrea, somala e nigeriana – in tutto 16 persone, tra donne, uomini e bambini – e alcuni operatori dell’Arci provinciale di Bari protestano dinanzi al municipio contro la mancata erogazione, da parte del Comune, dei fondi finanziati dal ministero dell’interno per il progetto 'Un rifugio a Barletta', finalizzato all’accoglienza e alla tutela dei rifugiati politici e richiedenti asilo. 

Si tratta di un progetto che, avviato nel 2001, coinvolge i comuni di Barletta e di Sannicandro di Bari; dal 2004, il comune di Barletta ne è diventato capofila, con una responsabilità, totale, tra Sannicandro e Barletta di 23 persone, tra le quali sei donne e cinque bambini. L’ente cofinanzia annualmente il progetto per complessivi 65.152 euro, dei quali 25.000 in risorse economiche e 40.152 in risorse strumentali, strutturali ed umane. 

“Dal mese di settembre scorso – spiega la responsabile Arci, Livia Cantoro – il comune non eroga alcun fondo e da gennaio 2009 gli operatori, cinque persone più due consulenti, non percepiscono lo stipendio”. 
“Ma questo non è l’unico aspetto negativo – aggiunge – visto che il Comune ha anche ridimensionato, eliminato e modificato i servizi previsti dal progetto”. Livia Cantoro ha spiegato che si tratta della eliminazione del servizio di interpretariato per questi stranieri e del fatto che il Comune, quattro giorni fa, ha disposto che i quattro bambini che frequentano l’asilo nido e quello che frequenta la scuola dell’infanzia, e per cui l¨Arci pagava una quota della retta mensile, non li frequentino più.
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