Giovedì 06 Ottobre 2022 | 08:36

In Puglia e Basilicata

Basilicata Innovazione  e la selezione misteriosa

Basilicata Innovazione  e la selezione misteriosa
di GIOVANNI RIVELLI 
Qualcosa non convince nelle graduatorie della selezione per 26 collaboratori per 12 mesi del progetto. Due candidati finiscono in graduatoria primi e poi ultimi Stessi docenti, stessi esaminatori ma risultati opposti. I selezionati hanno seguito un unico programma per entrambi i bandi, ma con esiti totalmente diversi

06 Novembre 2009

di GIOVANNI RIVELLI

Nove bandi di selezione per profili in alcuni casi simili, e, comunque, con criteri di selezione per larghe fasi sovrapponibili. La selezione viene fatta in tutte le sue fasi e alla fine c’è un dato che lascia perplessi quanti hanno partecipato al percorso: alcune persone risultano ai primi posti in alcune graduatorie, agli ultimi in altre. La domanda (riecheggiata in redazione via telefono) è come possa essere possibile che la stessa persona con gli stessi criteri di selezione e gli stessi valutatori possa essere in un caso bravissimo, in un altro da scartare.

Il bando è quello di «Basilicata innovazione » per l’assunzione di 236 persone a tempo determinato su un progetto lanciato da Regione Basilicata e «Area science park» di Trieste, finanziato con 9 milioni e 800mila euro di fondi «fas». «Con assunzioni e selezioni la Regione Basilicata non c’entra nulla anche perchè non ha un regolamento proprio per le assunzioni a tempo determinato», spiega il dirigente dell’ufficio regionale organizzazione, amministrazione e sviluppo delle risorse umane, Pasquale Monea. Tutto insomma, è stato gestito dal «Consorzio area ricerca scientifica di Trieste» l’istituzione partner della regione in «Progetto innovazione », ma tramite una società di selezione del personale di Matera, la CS Selezioni, che effettua anche selezioni per la stessa regione. 

E qui siamo al dato di difficile comprensione. Due bandi, esattamente l’1 (Operatori di trasferimento tecnologico) e il 4 (Operatori per attività di valorizzazioen della ricerca scientifica), hanno requisiti professionali e titoli di valutazione praticamente sovrapponibili: laurea, esperienze pregresse, conoscenza di Inglese e pacchetto office, dottorati e tesi di laurea, pubblicazioni, esperienza lavorativa e partecipazioni a corsi. Così per entrambi. Ed essendo possibile concorrere a più bandi è regolare che chi aveva i requisiti giusti sia entrato in entrambe le graduatorie. La selezione prevedeva poi una prova orale (e anche in questo caso sembra automatico che chi la supera per una selezione la superi anche per l’altra, e così è stato) e infine, per quanti si piazzavano in posizione utile, c’era una settimana di formazione al termine del quale si procedeva a una valutazione. Ed è in quest’ultimo passaggio che qualcosa non è chiara. Perchè la settimana formativa è stata fatta nella stessa aula da tutti quanti avevano superato la prima fase, con gli stessi docenti e, alla fine, gli stessi «valutatori», ma due persone sono state ritenute «bravissime», per una graduatoria (la 4, collocandosi al primo posto e ottenendo la stipula del contratto) e «pessime» per l’altra (la 1) dove si sono collocate al penultimo e al terz’ultimo posto e, per di più, tra loro in ordine esattamente inverso rispetto all’altra graduatoria. Le stesse persone. Nella stessa aula. Nelle stesse ore. Con gli stessi docenti ed esam inatori. 

«Non è successo nulla di strano» - prova a spiegare alla Gazzetta la responsabile della procedura di selezione del la «Cs», Simona Orsi. «Evidentemente - continua - i consulenti in fase di selezione hanno valutato aspetti personali dei candidati che si attagliavano più a un profilo che a un altro». Se avessero vinto entrambe le graduatorie, del resto, ne dovevano scegliere una, e dargli un consiglio su quale sarebbe stato doveroso. Ma dato che la selezione dovrebbe valutare l’attitudine su base di punteggi (20 per i titoli, 50 per il colloquio e 30 per lo stage formativo) essendo identici gli elementi da valutare, ci si aspetterebbe un identico risultato. E anche l’ipotesi che alla selezione dove sono risultati perdenti abbiano partecipato candidati più qualificati che non hanno concorso all’altra selezione da sola non basta a chiarire tutti i dubbi, visto comunque che i due candidati sono anche arrivati a posizioni tra loro invertite nelle due graduatorie. Perchè la madre di tutte le scienze, la matematica, insegna che sommando due volte gli stessi addendi si ottiene sempre lo stesso totale. Che sia proprio quella l’innovazione dell’iniziativa?
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