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In Puglia e Basilicata

Ostuni: giudice concede i domiciliari e lei risponde «No, grazie»

Ostuni: giudice concede i domiciliari e lei risponde «No, grazie»
«No grazie, giudice. Grazie lo stesso. Fuori dal carcere non ho nessuno. Preferisco restare nella mia cella». Ha commosso tutti Angela U., ventinovenne originaria di Bari ma residente ad Ostuni, comparsa dinanzi al giudice per la direttissima dopo aver rubato un ricettario medico in ospedale. nessuno la vuole e lei ha preferito restare in cella

06 Novembre 2009

OSTUNI - «No grazie, giudice. Grazie lo stesso. Fuori dal carcere non ho nessuno. Preferisco restare nella mia cella». Ha commosso tutti Angela U., ventinovenne originaria di Bari ma residente ad Ostuni, comparsa dinanzi al giudice per la direttissima dopo aver rubato un ricettario medico in ospedale. Prima ancora di pronunciare la sentenza - prevista per la fine del mese, dal momento che il pm onorario ha rigettato la richiesta di patteggiare la condanna - il giudice ha convalidato l’arresto ma ha disposto la detenzione ai «domiciliari». Una disposizione che tanti detenuti auspicano e che lei, invece, ha rifiutato. 

«Ho chiamato io stesso il padre al telefono - ha detto l’avvocato Giuseppe Pomarico che assiste la giovane donna -, ma mi ha detto che non vuole neanche vederla da lontano. Con il suo convivente, invece, i rapporti sono stati bruscamente interrotti». Angela, infatti, era andata in caserma per denunciare il suo ex convivente per presunti maltrattamenti. E proprio mentre metteva nero su bianco contro il suo ex uomo era arrivata la telefonata dall’ospedale con la quale un medico di Ginecologia (dove la ragazza era stata dopo un aborto spontaneo ed aveva rubato il ricettario) denunciava il furto. Nella borsa della ragazza, i carabinieri hanno trovato due ricette falsamente compilate ma che sarebbero servite a poco. In farmacia, infatti, non le avrebbero mai potuto dare le medicine richieste (antiemorragici dopo l’aborto) in quanto il ricettario rubato serve solo per prescrivere analisi. Un furto, insomma, che avrebbe al massimo potuto fruttare 12 euro e che ha portato in carcere questa ragazza che ora chiede di restare lì: nella sua cella. Almeno non le mancherà un pasto caldo e la solidarietà delle altre detenute. [Vincenzo Sparviero]
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