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In Puglia e Basilicata

Bari, operò donna sana condannato medico

Bari, operò donna sana condannato medico
La Corte d'appello di Bari ha confermato la condanna alla pena di tre anni di reclusione per lesioni e falsità materiale nei confronti dell’anatomo-patologo Francesco Facilone, barese di 59 anni, all’epoca dei fatti convenzionato con l’ospedale San Paolo di Bari. Il medico è accusato di aver diagnosticato un tumore al seno ad una paziente che aveva in cura e che invece era sana: dopo che altri medici scoprirono l’errore, l’imputato attestò il falso per guadagnarsi l’impunità

05 Novembre 2009

BARI - La Corte d'appello di Bari ha confermato la condanna alla pena di tre anni di reclusione per lesioni e falsità materiale nei confronti dell’anatomo-patologo Francesco Facilone, barese di 59 anni, all’epoca dei fatti convenzionato con l’ospedale San Paolo di Bari. Il medico è accusato di aver diagnosticato un tumore al seno ad una paziente che aveva in cura e che invece era sana: dopo che altri medici scoprirono l’errore, l’imputato – secondo l’accusa – attestò il falso per guadagnarsi l’impunità. 

I giudici hanno confermato la provvisionale esecutiva di 30.000 euro per la parte civile. In particolare, Facilone – secondo l’accusa – interpretando erroneamente un esame citologico (per neoplasia al seno) e la successiva lettura del referto dell’esame istologico, diagnosticò alla paziente un 'carcinoma duttale infiltrante' (tumore maligno) alla mammella sinistra confondendolo con il 'fibroadenoma giovanile' (patologia benigna e innocua), effettivamente portato dalla paziente. 
A causa di questa diagnosi – ritenuta errata – la donna fu sottoposta ad un intervento chirurgico ablativo, dagli effetti demolitivi, consistito nella 'lobectomià della mammella (asportazione di un quadrante mammario) e nella 'linfadenectomia ascellare sinistrà (dissezione di tutti i linfonodi ascellari omolaterali). Inoltre, la paziente subì una serie di trattamenti antitumorali, ormonali e radianti provocandole lesioni guaribili in tre mesi (riduzione del volume della mammella, deficit della funzionalità motoria dell’arto superiore sinistro, e menopausa indotta).

Dopo aver cominciato la terapiaontitumorale, la paziente fu ricoverata per le cure nell’ospedale di San Giovanni Rotondo (Foggia). Insospettiti dal caso, i sanitari del nosocomio foggiano chiesero a Facilone di ottenere il campione del 'carcinoma' diagnosticato alla donna. A questo punto – secondo l’accusa – Facilone inviò ai colleghi un 'blocchetto di inclusione' in paraffina di un tumore maligno allo scopo di farlo apparire come appartenente alla paziente che aveva visitato. Gli accertamenti compiuti, tra cui l'esame del Dna, hanno rivelato che il campione di tessuto inviato era estraneo alla donna ed addirittura differente dal carcinoma 'duttale infiltrantè che lo stesso medico aveva erroneamente diagnosticato alla paziente. I fatti contestati fanno riferimento al periodo compreso tra maggio e novembre 2002.
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