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In Puglia e Basilicata

Il maestro Muti torna al Petruzzelli

Il maestro Muti torna al Petruzzelli
di ENRICA SIMONETTI 
Non ha inaugurato il rinato Petruzzelli, ma Riccardo Muti salirà sul podio del «teatro rosso» il prossimo 21 dicembre con la sua Orchestra Cherubini. È questa una delle novità annunciate ieri sera a Bari alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione lirica della Fondazione Petruzzelli. Ma non solo: confermata l’apertura ufficiale con la Turandot , si sono definiti i contorni di una stagione «popolare e classica»

05 Novembre 2009

di ENRICA SIMONETTI 

Non ha inaugurato il rinato Petruzzelli, ma Riccardo Muti salirà sul podio del «teatro rosso» il prossimo 21 dicembre con la sua Orchestra Cherubini. È questa una delle novità annunciate ieri sera a Bari alla conferenza stampa di presentazione della nuova stagione lirica della Fondazione Petruzzelli. Ma non solo: confermata l’apertura ufficiale con la Turandot, si sono definiti i contorni di una stagione «popolare e classica», come l’ha definita il soprintendente Gian - domenico Vaccari. 

Vedremo Il lago dei cigni del Bolshoi di Mosca e anche un titolo non facile ma affascinante come il Sigfrido di Wagner con la regia del barese Walter Pagliaro. E ancora: Puccini, la Traviata e la Norma, quella che per il Petruzzelli rappresenta un «fantasma» del passato (fu l’ultima opera rappresenta fino alla sera dell’incendio, il 27 ottobre 1991).

I titoli della stagione sono stati presentati al termine di una lunga riunione del consiglio di amministrazione, dalla quale tutti sono usciti con i volti affaticati. Ma – ha detto subito il sindaco di Bari Michele Emiliano, presidente della Fondazione – il grande successo di pubblico «di questi giorni per il Gran Galà della danza, ci spinge a continuare, a insistere anche nel momento in cui le altre Fondazioni limitano il balletto». 

Già, le altre Fondazioni, quelle che – ha ricordato Emiliano – hanno un budget superiore al nostro, anche se «speriamo che alla fine ci sia data la possibilità di rialzare la prua dell’aereo che da 18 anni va in picchiata verso il mare». La stagione della speranza si aprirà - come atteso da tempo - il 6 dicembre, giorno di San Nicola, quando al Petruzzelli ci sarà la Turandot con la regia di Roberto De Simone, senza però il finale riscritto che sarà invece presentato come pezzo sinfonico in seguito. A dirigere, Renato Palumbo, oggi impegnato alla Lyric Opera di Chicago. Variazioni invece per il cast: dato che a dar vita alla principessa sarà il soprano Sabrina Serafina, mentre un secondo nome costituirà una nuova sorpresa. 

Subito prima di Natale, Muti regalerà il suo ritorno. «Non vedo l’ora di vederlo sul podio del Petruzzelli», ha sottolineato il soprintendente Vaccari, dando enfasi all’annuncio, dopo le voci di dissidi, impegni o altri ostacoli al concerto di apertura che doveva essere tenuto il 13 settembre con la Israel Orchestra. E invece il maestro pugliese sarà al Petruzzelli il 21 dicembre con la sua orchestra e di certo si sa che ascolteremo la Quinta Sinfonia di Beethoven e Romeo e Giulietta di Ciaikovskij. A seguire invece, la Bohème di Puccini, con cinque recite dal 16 al 20 gennaio, con la regia di Boris Stetka e diretta da Antonino Fogliani (che sarà lunedì prossimo con Pierino e il lupo sempre al Petruzzelli). 

A febbraio, tornerà invece la danza di Eleonora Abbagnato con il Balletto dell’Opera di Riga (dall’11 al 14); e ad aprile (7,9, 11) la Cenerentola di Gioacchino Rossini, che di fatto reitera la collaborazione con il Valli di Reggio Emilia e la regia di Daniele Abbado già sperimentata nel recente Sogno di Britten. 

A maggio, invece, uno spettacolare Sigfrido con la regia di Pagliaro, il quale pare utilizzerà anche le scene «proiettate» sulla cupola del Petruzzelli (le date sono 18, 20 e 22). Dopo l’estate invece seguirà il «dittico» o l’accoppiata Puccini- Mascari con Il Tabarro e La Cavalleria Rusticana dirette dal barese Vito Clemente. Talento locale, Giuseppe La Malfa, anche per La Traviata (in scena dal 29-31 ottobre e 2-3 nove mbre ). Parliamo di prezzi: i turni saranno tre (A, B e F, festivo); l’abbonamento in platea va da 480 euro a 560; palchi di primo e secondo ordine a 420 euro; loggione 105. «La cultura è un investimento che ciascuno di noi deve programmare – ha detto Emiliano – come le altre spese». 

All’insegna della nuova vita del Petruzzelli è il primo titolo della stagione successiva: La Norma, in coproduzione con Trieste e Bologna, che aprirà il 6 dicembre 2010. S’annuncia anche una nuova orchestra, dato che – notizia ormai è ufficiale – il Petruzzelli ne avrà una tutta sua, dopo le audizioni pubbliche e le immancabili, eterne, polemiche, politiche e non. Ma alla fine, chissà, parlerà la musica.
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