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Giurisprudenza di Lecce Multe «etiche» contro soste  selvagge a spese dei disabili

Giurisprudenza di Lecce Multe «etiche» contro soste  selvagge a spese dei disabili
di FLAVIA SERRAVEZZA
Guerra aperta a chi occupa abusivamente i parcheggi riservati agli studenti disabili nella sede della facoltà di Giurisprudenza, in via Li Tufi, sulla strada per Monteroni. Da mesi, ormai, i rappresentanti dell’associazione studentesca «La Sveglia» spaventano i trasgressori con multe fittizie piazzate sui parabrezza delle auto non autorizzate che sostano nell’area contrassegnata dalle linee gialle e destinata ai diversamente abili

04 Novembre 2009

di FLAVIA SERRAVEZZA

LECCE - Guerra aperta a chi occupa abusivamente i parcheggi riservati agli studenti disabili nella sede della facoltà di Giurisprudenza, in via Li Tufi, sulla strada per Monteroni. Da mesi, ormai, i rappresentanti dell’associazione studentesca «La Sveglia» spaventano i trasgressori con multe fittizie piazzate sui parabrezza delle auto non autorizzate che sostano nell’area contrassegnata dalle linee gialle e destinata ai diversamente abili. Si tratta di non più di 6 o 7 parcheggi riservati, che consentono agli studenti in carrozzina o affetti da altre gravi disabilità, di accedere con facilità all’edificio di via Li Tufi, evitando il parcheggio sotterraneo destinato agli altri colleghi di studi. 

Una «comodità» che, manco a dirlo, fa gola a molti. Tanto che il trucchetto delle multe «etiche» messo in campo dai ragazzi de La Sveglia sembra non funzionare: il malcostume pare ormai talmente diffuso, da rendere necessarie nuove e più efficaci soluzioni. Da qui, dunque, la richiesta di un incontro urgente con il rettore Domenico Laforgia, che si è svolto l’altra mattina nella sede della facoltà. I rappresentanti dell’associazione, accompagnati dagli studenti diversamente abili - visivamente incavolati, a dire dei presenti - hanno esposto la questione al rettore e alla direttrice del Dipartimento di Studi giuridici, Francesca Lamberti, e proposto una soluzione definitiva al problema. 
multa etica
«La nostra idea - spiegano Alberto Antonio Capraro ed Erika Errico, de «La Sveglia » - è quella di far installare una sbarra elettrica di chiusura del parcheggio per poi consegnare gli appositi telecomandi d’accesso solo agli studenti disabili che ne fanno richiesta». Una proposta accettata subito di buon grado dal Magnifico, che ha già dato mandato per la realizzazione dell’impianto che dovrebbe essere simile, tra l’altro, a quello già installato per l’a re a parcheggi riservata ai docenti. In attesa dell’opera, però, gli studenti continueranno a piazzare le multe etiche sulle auto dei recidivi. 
La stessa direttrice del dipartimento di studi giuridici, stando a quanto riferiscono i rappresentanti de La Sveglia, ha dimostrato piena disponibilità sia nell’autorizzare l’applicazione delle multe etiche, ricorrendo eventualmente anche all’intervento della polizia municipale, sia nello scongiurare la mancata comunicazione di variazioni d’esame che pregiudicherebbe l’utilizzo dei mezzi di trasporto da concordare preventivamente da parte degli studenti diversamente abili. 

«Per noi è una piccola vittoria - sottolineano dall’associazione La Sveglia - perchè da troppo tempo si verifica questa indebita occupazione, nonostante i nostri continui richiami ai trasgressori che sembrano non recepire il messaggio e se ne approfittano di una situazio-ne che mette in grave difficoltà molti studenti che ogni giorno devono superare barriere fisiche e mentali di ogni tipo». Un’ineducazione cronica che spesso costringe gli studenti disabili a far tardi a lezione o, ancora peggio, alla seduta d’esame, perchè il porsto auto riservato è stato occupato da un automobilista che ha lasciato la propria vettura con le quattro frecce accese, come a dire “Torno subito!”, per poi stare via anche per ore. 

«Molto spesso - concludono i rappresentanti dell’associazione studentesca - manca anche la sensibilità necessaria a capire lo sbaglio di abusare del parcheggio riservato, e di rispettare le esigenze di chi disabile lo è davvero. È un fenomeno incivile, che va fermato con ogni mezzo». E - come detto - il rettore Laforgia si è dichiarato subito disponibile a risolvere il delicato problema.
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