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In Puglia e Basilicata

Bari: omicidio Drago condanna a fiancheggiatori dopo 17 anni

Il gup del tribunale di Bari, Antonio Lovecchio, ha assolto dall’accusa di concorso in omicidio il pregiudicato Giovanni Rossini e ha condannato a dieci anni ed otto mesi Domenico Borgia. I due imputati erano stati arrestati nel maggio 2007. Secondo l’accusa, Rossini e Borgia, consapevoli dell’uso che ne avrebbero fatto, fornirono ai sicari l’uno la pistola calibro 9 con la quale fu ucciso Pietro Drago. L’omicidio di Drago fu compiuto a Bari il 19 settembre '92 nell’ambito di una guerra tra clan mafiosi

03 Novembre 2009

BARI – Una condanna e un’assoluzione dopo 17 anni dai fatti per l’omicidio di Pietro Drago, compiuto a Bari il 19 settembre '92 nell’ambito di una guerra tra clan mafiosi. Per il delitto sono già stati condannati a pene definitive mandanti ed esecutori materiali. 
Il gup del tribunale di Bari Antonio Lovecchio ha assolto dall’accusa di concorso in omicidio il pregiudicato Giovanni Rossini, di 48 anni, e ha condannato a dieci anni ed otto mesi Domenico Borgia, di 39. La sentenza è stata emessa al termine di un processo con rito abbreviato. I due imputati erano stati arrestati nel maggio 2007. 

Secondo l’accusa, Rossini e Borgia, consapevoli dell’uso che ne avrebbero fatto, fornirono ai sicari l’uno la pistola calibro 9 con la quale fu ucciso Drago, che aveva 36 anni, l’altro il motociclo con il quale fu compiuto l’agguato, nel quale rimase ferito il ventisettenne Antonio Tanzi. Rossini è stato assolto perchè – quanto si è saputo – non vi è la prova che, pur avendo consegnato l’arma, fosse consapevole che la pistola sarebbe stata usata per compiere l’omicidio. 

Per l’omicidio Drago, al termine del processo chiamato 'Borgo antico' sono stati condannati con sentenza definitiva come mandanti Domenico Capriati e Giuseppe De Felice e come esecutori Nicola Fiore e Michele Ladisa. Furono questi due ad accusare Rossini e Borgia. Quello di Drago – secondo l’accusa – fu un omicidio premeditato perchè l’uomo in un primo momento doveva essere assassinato con un’iniezione di droga tagliata con stricnina. Fallito il tentativo, venne decisa la sua eliminazione con un agguato. Drago fu punito per una sua presunta partecipazione ad una sparatoria, avvenuta alcuni anni prima, contro il boss Antonio Capriati e per il fatto che era considerato vicino ai clan Anemolo e Manzari, all’epoca dei fatti rivali dei Capriati.
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