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In Puglia e Basilicata

93.000 i vaccini ma in Puglia ne servono 750.000

93.000 i vaccini ma in Puglia ne servono 750.000
Sono solo 93.000 i vaccini contro l’influenza suina disponibili attualmente in Puglia a fronte di 750.000 soggetti che rientrano nelle categorie a rischio e che perciò hanno diritto alla vaccinazione. Il dato è emerso nel corso della riunione del tavolo tecnico sull'influenza da virus A/H1N1v che si è svolta ieri mattina presso l’assessorato regionale alle politiche della salute. L'incontro è stato presieduto dall’assessore regionale Tommaso Fiore
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03 Novembre 2009

BARI - Sono solo 93.000 i vaccini contro l’influenza suina disponibili attualmente in Puglia a fronte di 750.000 soggetti che rientrano nelle categorie a rischio e che perciò hanno diritto alla vaccinazione. Il dato è emerso nel corso della riunione del tavolo tecnico sull'influenza da virus A/H1N1v che si è svolta ieri mattina presso l’assessorato regionale alle politiche della salute. L'incontro è stato presieduto dall’assessore regionale Tommaso Fiore ed è servito anche a rideterminare le priorità delle categorie da sottoporre a vaccinazione sulla base delle novità introdotte dall’ordinanza del 20 ottobre scorso dal ministero. 

La nuova ordinanza prevede infatti che la immunizzazione avverrà in due fasi, ma che già nella prima fase accanto al personale sanitario e socio-sanitario verranno vaccinate anche le donne al terzo e secondo trimestre di gravidanza, le persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni con patologie croniche, i bambini tra 6 e 24 mesi nati pretermine e gli adulti di età inferiore ai 65 anni con patologie gravi (vedi scheda affianco). Avranno diritto al vaccino anche i familiari di soggetti ad alto rischio che, per controindicazioni temporanee o permanenti, non possono essere vaccinati. «Cambiare il piano di vaccinazione in corsa dimostra che tutti siamo stati presi in contropiede dall’imprevista evoluzione dell’e pidemia » ammette un funzionario del settore sanitario. 

Che aggiunge: «Nonostante gli sforzi, siamo comunque in ritardo di almeno un mese, con i tempi che rischiano di allungarsi ulteriormente se le consegne dei vaccini, come temiamo, possano dilungarsi ancora». 

COME VACCINARSI - Ma coloro che rientrano nelle categorie a rischio, come potranno vaccinarsi? Le vaccinazioni avverranno esclusivamente presso i centri di vaccinazione dei dipartimenti di prevenzione di ciascuna Asl, alcuni dei quali funzioneranno anche come centri di prenotazione: l’elenco verrà diffuso in ciascuna provincia a partire da oggi inclusi i numeri telefonici, l’ubicazione, i giorni di apertura al pubblico con i relativi orari (l’elenco verrà pubblicato anche sulla «Gazzetta»). 

Per prenotarsi, è sufficiente che i cittadini che rientrano nelle categorie a rischio in quanto affetti da patologie, portino in visione la documentazione sanitaria in proprio possesso, evitando di rivolgersi ai medici curanti. «Vogliamo evitare che i medici generici vengano investiti da migliaia di richieste - spiega la stessa fonte - per questo l’assessorato ha dato disposizione di accettare in fase di prenotazione qualunque forma di documento, senza esagerare nella puntigliosità. Insomma si tenderà ad essere molto elastici». 

IL VACCINO - Il famoso vaccino contro l’influenza A adottato in Italia si chiama «Focetria» ed è prodotto dalla casa farmaceutica «Novartis-Vaccini» che in Italia ha una propria sede a Siena. Entro novembre dovrà consegnare sei milioni di dosi, comunque insufficienti a garantire il fabbisogno.
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