Domenica 25 Settembre 2022 | 17:26

In Puglia e Basilicata

Il porto di Taranto pieno di rifiuti Ilva "sigilli" della Gdf

Il porto di Taranto pieno di rifiuti Ilva "sigilli" della Gdf
Alcune aree in concessione demaniale nel porto mercantile di Taranto (per la precisione i pontili utilizzati dall’Ilva di Taranto nello scalo portuale per lo sbarco delle materie prime e l'imbarco dei prodotti finiti), per un estensione di 931mila metri quadrati, sono state poste sotto sequestro. Indagini della Guardia di Finanza hanno accertato lo stoccaggio di rifiuti speciali solidi e liquidi, il carico e lo scarico di materie prime e prodotti finiti dell'industria metallurgica. E forse s'è avvelenato pure il mare: analisi dell'Arpa in corso. Tre le persone denunciate

03 Novembre 2009

TARANTO - Sono stati posti sotto sequestro probatorio con facoltà d’uso i pontili utilizzati dall’Ilva di Taranto nello scalo portuale per lo sbarco delle materie prime e l'imbarco dei prodotti finiti. L’operazione – che riguarda anche la zona demaniale adiacente ai pontili – è stata compiuta da militari della Guardia di finanza su mandato della magistratura. Per questo sono state denunciate tre persone. In collaborazione con i tecnici dell’Arpa Puglia, sono stati prelevati campioni sui fondali marini, prospicienti le aree sottoposte a sequestro. I militari stanno anche facendo accertamenti di carattere fiscale. 

Nelle aree sequestrate, che si estendono su 931.000 metri quadrati, avviene – a quanto è stato reso noto – lo stoccaggio di rifiuti speciali solidi e liquidi, il carico e lo scarico di materie prime e prodotti finiti. Il provvedimento giudiziario – ha reso noto l’Ilva – contesta “l'assenza di un sistema per la raccolta ed il trattamento delle acque meteoriche oltre alla gestione non autorizzata di materiali di risulta presenti sui pontili”. 

“In questa fase di esclusivo accertamento dei fatti ipotizzati – è detto ancora in una nota – l'Ilva sta fornendo ampia collaborazione al personale della Guardia di Finanza per l’espletamento delle indagini di rito e per l’esecuzione del mandato di sequestro probatorio”. Infine, “l'Ilva confida, al fine di accertare l’assenza di responsabilità, in una rapida conclusione delle indagini”.
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