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In Puglia e Basilicata

Lecce, ciclone giudiziario investe la Poli Bortone 

Lecce, ciclone giudiziario investe la Poli Bortone 
dal nostro inviato STEFANO BOCCARDI
Un autentico ciclone politico-giudiziario che finora ha già mandato al tappeto (anzi in carcere o agli arresti domiciliari) tre persone (il dirigente del Comune di Lecce, Giuseppe Naccarelli, l’imprenditore edile Pietro Guagnano e il manager di una società di leasing, il milanese di origini tarantine, Vincenzo Gallo). Un ciclone che adesso sembra puntare anche alla donna più potente del Salento, l’ex sindaco, ex eurodeputato, ora senatrice, Adriana Poli Bortone. Lei però si difende

03 Novembre 2009

LECCE - Un ciclone. Un autentico ciclone politico-giudiziario. Un ciclone che finora ha già mandato al tappeto (anzi in carcere o agli arresti domiciliari) tre persone (il dirigente del Comune di Lecce, Giuseppe Naccarelli, l’imprenditore edile Pietro Guagnano e il manager di una società di leasing, il milanese di origini tarantine, Vincenzo Gallo). Un ciclone che adesso sembra puntare anche alla donna più potente del Salento, l’ex sindaco, ex eurodeputato, ora senatrice, Adriana Poli Bortone. Sì, comunque la si pensi e da qualsiasi parte la si osservi, l’inchiesta che da un paio di settimane tiene impegnati i militari della Guardia di Finanza e i vertici della Procura di Lecce (inchiesta sull’acquisto da parte del Comune dei due palazzi di via Brenta adibiti a uffici giudiziari: nello specifico, il Tribunale civile e le sezioni del Giudice di pace) rischia di chiamare causa anche lei, almeno politicamente visto che dal punto di vista giudiziario non è neppure indagata. 

Alla senatrice che dopo anni di militanza nella destra storica ha prima sbattuto la porta in faccia al suo ex partito, An, nel frattempo confluito nel Pdl, poi ha fondato un partito («Io Sud») e ora è pronta a candidarsi alla presidenza della Regione sotto la spinta dell’Udc di Rocco Buttiglione e di Pieferdinando Casini. Un ciclone che ha preso le mosse da una denuncia esposta due anni fa in campagna elettore dall’ex consigliere del Pd, Carlo Salvemini, e che ha già finito col coinvolgere in qualità di indagati altri pezzi da novanta dell’ex giunta che Poli Bortone guidava, a cominciare dall’ex assessore al patrimonio, Ennio De Leo, passando attraverso l’ex dirigente dell’ufficio tecnico e attuale direttore generale, Piergiorgio Solombrino, per finire al consulente giuridico della Poli, il prof. Massimo Bonerba. Tutti, a cominciare dagli arrestati, sono indagati per truffa e falso. 

Accuse scaturite da una complessa operazione finanziaria, messa in atto tra il 2004 e il 2005, intorno alla quale la Procura ipotizza che si sia prodotta una plusvalenza di 21 milioni di euro. Ma non è finita. Se infatti come si diceva in questa vicenda la Poli non è al momento nemmeno indagata, diversa è la sua posizione in un’altra scottante inchiesta della Procura, quella che porta il nome di «Iskenia», dal nome di una società con sede in Lussemburgo proprietaria di un suolo agricolo di 28 ettari, situato a ridosso della città tra Frigole il poligono di tiro di Torre Veneri. In questo caso, la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio della Poli Bortone, che il 2 dicembre prossimo si dovrà difendere dalle accuse di tentato abuso d’ufficio e rivelazione di segreto d’ufficio. La senatrice, all’epoca dei fatti contestati (2005) sindaco di Lecce, è accusata di aver favorito il cambio di destinazione d’uso di quei suoli. 

O meglio di non essersi astenuta al momento di porre in votazione in consiglio comunale il cosiddetto documento di indirizzo al piano urbanistico generale. Un documento nel quale quei suoli agricoli si trasformavano in suoli destinati a residenze turistico-alberghiere. Ebbene, pur non essendosi mai perfezionata questa circostanza (nel senso che il pug non è mai stato approvato), la Procura vuole sottoporre al vaglio del giudice il ruolo della Poli, anzi il Gip visto che il primo pm cheh aveva indagato ne aveva chiesto il proscioglimento Sotto i riflettori c’è tutto l’affare sin dall’inzio, sin dall’atto di compravendita, gestito dal marito dell’ex sindaco di Lecce, l’avv. Giorgio Bortone, anch’egli indagato. 

Ma c’è di più. Il procuratore Cataldo Motta e l’aggiunto Antonio De Donno hanno chiesto il rinvio a giudizio anche del consuocero della Poli, l’imprenditore della torrefazione Giuseppe Gaetano Montefr ancesco, che dalle indagini è risultato tra i principali soci di Iskenia, dove, seppur a diverso titolo, figurano anche la figlia di quest’ultimo, Maria, ed il marito, Andrea Bor tone, figlio della Poli. Insomma, un’inchiesta che, anche nella migliore delle ipotesi (cioè che non approdi in giudizio), ha un immediato effetto politico mediatico. Ma lei, la senatrice, per il momento, resta «serena», «tranquillissima». 

Su questo come sull’altro fronte (l’indagine sui palazzi di via Brenta). E così, pur sentendosi nel «tritacarne », com’è già accaduto al presidente Nichi Vendola, com’è già accaduto, aggiunge, «anche il presidente Raffaele Fitto», prova persino a passare al contrattacco. «Guardi - dice alla Gazzetta - io non sono abituata a commentare nulla. Quando ci sono queste cose, io aspetto che si chiariscano. Quando sarò chiamata, se sarò chiamata, se ci sarà necessità che chiarisca a n ch ’io dei passaggi, lo farò con tutta serenità». E il caso Iskenia? Il coinvolgimento del marito e del consuocero, oltre che del figlio e della nuora? 

La Poli ammette. Mai poi aggiunge: «Stiamo parlando di un documento di programmazione». E allora? Resta il fatto che l’ha votato? Si poteva astenere? «Sì, ma io non so se altri componenti della giunta, per esempio, avessero anche loro eventuali conflitti di interesse». A chi si riferisce? «A chiunque. Guardi, la mia non è assolutamente una famiglia di costruttori. Invece, può essere più semplice per chi ha un conflitto di interessi nell’edilizia. Non lo so. Io non ho mai fatto le indagini su nessuno dei miei assessori o su nessuno dei consiglieri comunali». Parole che suonano come un messaggio rivolto a tanti qui a Lecce, a cominciare dall’ex vicesindaco e ora sindaco, Paolo Perrone (Pdl). E così, è tutt’altro che escluso che il ciclone già a partire dai prossimi giorni possa abbattersi anche su altri big della politica leccese.
dal nostro inviato STEFANO BOCCARDI
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