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Così l'amianto finisce in mare. A Brindisi una bomba ecologica

Così l'amianto finisce in mare. A Brindisi una bomba ecologica
di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 
BRINDISI - Così l’amianto finisce in mare. Un canale colmo di detriti, mondezza e pezzi di amianto scorre proprio all’ingresso di contrada Sbitri, tra rovi e i ruderi fatiscenti. Una bomba ecologica si cui si trascura la portata. La potenziale capacità di danneggiare seriamente la salute. Mai si era visto tanto sotto il cielo di questa nostra povera e vituperata città. Eppure non si è di primo pelo. Di discariche abusive questo territorio pullula. Ne viene individuata una dalle forze dell’ordine e se ne “aprono” altre dieci. Ma quest’ultima è davvero qualcosa di indescrivibile. C’è di tutto. Soprattutto materiali nocivi.

03 Novembre 2009

di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 

BRINDISI - Così l’amianto finisce in mare. Un canale colmo di detriti, mondezza e pezzi di amianto scorre proprio all’ingresso di contrada Sbitri, tra rovi e i ruderi fatiscenti. Stagnava ieri mattina quell’acqua putrida, ma che accade quando per l’azione delle mareggiate l’acqua lo invade e poi risucchia tutto quel che galleggia e che si deposita sul fondo?
E’ il regno del degrado, contrada Sbitri. Una bomba ecologica si cui si trascura la portata. La potenziale capacità di danneggiare seriamente la salute. Mai si era visto tanto sotto il cielo di questa nostra povera e vituperata città. Eppure non si è di primo pelo. Di discariche abusive questo territorio pullula. Ne viene individuata una dalle forze dell’ordine e se ne “aprono” altre dieci. Ma quest’ultima è davvero qualcosa di indescrivibile. C’è di tutto. Soprattutto materiali nocivi.
Non è la natura che continua ad accanirsi su questo tratto di costa disastrato, è l’incoscienza e la superficialità dell’uomo.
Amianto da smaltire con procedure speciali.
Tre grossi sacchi che contengono amianto stanno stoccati vicino al canale puzzolente. Solo tre. Tutto qui il lavoro svolto finora per smaltirlo?
È iniziato l’incapsulamento dell’amianto in contrada Sbitri. Lo aveva assicurato il Comune tempo fa.
Siamo andati sul posto.
Ma l’amianto, tanto, troppo, è ancora lì, nei ruderi. Quantità indescrivibili di onduline a pezzi. Scrostate, corrose, bruciate. Sui roghi dei mesi scorsi oggi si osserva fibra di amianto. Micidiale fibra bianca.
Ma c’è un dramma nel dramma. Perchè, se è vero quanto sostiene la gente che transita da quelle parti o che ha terreni o case sequestrate, materiali di risulta e onduline aumentano sempre più. Ogni notte c’è un viavai. Mezzi che scaricano di tutto. Persino rifiuti sanitari. Nel canale, sui terreni abbandonati.
Sono anni che si discute su chi debba intervenire per bonificare i terreni che si affacciano sul litorale.
Non è sufficiente, appare chiaro, che i lavori di smaltimento siano stati avviati, occorre che sia fatta chiarezza anche sui tempi.
Quanto occorrerà?
E in tanto sfascio ci sono incursioni di vandali e, soprattutto, depositi abusivi, illegittimi che peggiorano lo stato dei luoghi.
«Vede quella catasta di materiale di risulta? L’altra mattina non c’era. Abbandonano e rubano anche. Ieri ho lasciato un catenaccio con un lucchetto sul tavolo, mi sono allontanato dieci minuti per portare il mangiare ai cani - dice Vincenzo Galasso, proprietario di una villetta sequestrata - quando sono tornato non c’era più. Mi dirà che è incredibile, non lo è. E’ terra di nessuno, chi passa si sente padrone».
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