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In Puglia e Basilicata

Influenza: bimbo in rianimazione

Influenza: bimbo in rianimazione
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI 
BARI - Cinque casi "gravi" di influenza A, tra cui un bambino di cinque anni (di Molfetta) ricoverato in terapia intensiva, ed un altro piccolo di 7 solo in osservazione: è la situazione in Puglia. Già iniziate le vaccinazioni in Puglia ma, a sorpresa, molti rifiutano
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03 Novembre 2009

BARI - Era stato ricoverato in malattie infettive all’ospedale pediatrico «Giovanni XXIII». Domenica sera un bimbo di 5 anni di Molfetta è stato trasferito nella terapia intensiva del reparto di cardiochirurgia: influenza «A», il primo caso grave in Puglia che riguarda un bambino. Sale così a cinque il numero totale di casi rilevanti, tutti tra Bari e la Bat. Per un altro bambino, 7 anni ricoverato in isolamento, i medici del «Giovanni XXIII» aspettano il risultato del tampone ma c’è il forte sospetto che sia un altro caso di «suina». 

Le condizioni del bimbo di Molfetta sono gravi, anche se il direttore generale del Policlinico, Vitangelo Dattoli, garantisce che «non c’è pericolo di vita. È un caso da terapia intensiva, trattato secondo i protocolli e le indicazioni terapeutiche». E per il quale, se necessario, i medici potrebbero ricorrere all’Ecmo (una sorta di polmone artificiale che si usa per l’ossigenazione, utile in caso di problemi respiratori): la macchina è proprio al «Giovanni XXIII». Il piccolo molfettese aveva febbre alta già da giovedì, curato con antipiretici e antibiotici. 

Domenica ne è stato deciso il ricovero nel reparto di malattie infettive dell’ospedale pediatrico di Bari a causa di un’insufficienza respiratoria: da lì, poi, la direzione sanitaria ne ha disposto il trasferimento nella terapia intensiva di cardiochirurgia pediatrica. La scelta del reparto in cui trasferire il bimbo ha provocato le forti proteste di alcuni genitori, preoccupati dalle possibilità di un contagio: ma i medici hanno fatto notare che il ricovero è avvenuto in un ambiente isolato dagli altri pazienti, e che la decisione è dovuta proprio alla disponibilità dell’Ecmo. 

Intanto, rimangono serie le condizioni degli altri quattro casi definiti gravi. Il più delicato è quello di una donna di 50 anni ricoverata domenica in rianimazione «Bonomo» di Andria: le sue condizioni, secondo il primario Salvatore Lacerenza, sono «molto critiche». La donna, secondo i medici, non aveva altre patologie pregresse se non una ipertensione che non ha attinenza con l’influenza A. 

Resta grave anche l’altro caso registrato domenica, quello della 50enne di Putignano ricoverata in rianimazione al «De Bellis» di Castellana. Stabile, per quanto in lieve miglioramento, appare invece il quadro clinico della insegnante di 52 anni ricoverata nella sala Arcobaleno al Policlinico di Bari, dove la direzione sanitaria fa sapere che nelle ultime ore si sono verificati alcuni altri casi che hanno richiesto il ricovero nel reparto di malattie infettive. 

Resta complicato anche il quadro clinico della 31enne di Bisceglie. La donna, alla 33ª settimana di gravidanza, era ricoverata nel reparto di ostetricia dell’ospedale cittadino. Dopo un’insuf ficienza respiratoria i medici biscegliesi hanno optato per il parto cesareo e hanno disposto il ricovero nel reparto di malattie infettive, prima di un ulteriore aggravamento che ne ha comportato il trasferimento in rianimazione a Trani. Il bimbo, trasportato in terapia intensiva a San Giovanni Rotondo, è in buone condizioni. Intanto, da ieri in Puglia è cominciata la campagna di vaccinazione del personale sanitario (medici e infermieri) che avvieme su basde volontaria. Di fronte alla richiesta di firmare una liberatoria su possibili effetti collaterali del vaccino, in molti però hanno rifiutato la dose. Secondo i primissimi dati, l’adesione si aggira tra il 30 e il 50% del totale: una percentuale molto più alta rispetto a quella registrata nella campagna per l’influenza stagionale dello scorso anno. Significa che, nel migliore dei casi, un medico pugliese su due ha ritenuto più prudente non vaccinarsi contro l’influenza A.
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
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