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In Puglia e Basilicata

Muore Alda Merini con Taranto nel cuore

Muore Alda Merini con Taranto nel cuore
Una delle più grandi poetesse italiane contemporanee si è spenta a 78 anni oggi pomeriggio alle 17.30 all’ospedale San Paolo di Milano, nel reparto di oncologia dove era ricoverata per un cancro. Molto legata alla Puglia ed in particolare a Taranto dove si era sposata nel 1983 con Michele Pierri, un anziano medico e poeta tarantino e successivamente internata nel manicomio. Andò via dalla Puglia nel 1986 per tornare a Milano. Anche i suoi primi libri li deve ad un importante critico tarantino, Giacinto Spagnoletti
• Quando scrisse alla Gazzetta: «Scappai, ma ho nostalgia del Sud»

01 Novembre 2009

«Non vedrò mai Taranto bella/ non vedrò mai le betulle/ né la foresta marina;/ l’onda è pietrificata/ e le piovre mi pulsano negli occhi./ Sei venuto tu, amore mio,/ in una insenatura di fiume,/ hai fermato il mio corso/ e non vedrò mai Taranto azzurra,/ e il Mare Ionio suonerà le mie esequie». 

Sono alcuni dei versi che la poetessa ha dedicato a Taranto, la città dove ha vissuto dopo aver sposato nel 1983 un anziano medico, poeta ache lui, Giuseppe Pierri, e dove è stata anche internata in manicomio, andandosene via nel 1986.

Alda Merini nasce a Milano il 21 marzo 1931. Spinta da Giacinto Spagnoletti, importante critico di origine tarantina suo vero scopritore, esordisce come autrice alla tenera età di quindici anni. Spagnoletti sarà il primo a pubblicare un suo lavoro, nel 1950: nella «Antologia della poesia italiana 1909-1949» compaiono le sue poesie «Il gobbo» e «Luce». Nel 1947 incontra quelle che definirà come «prime ombre della sua mente»: viene internata per un mese all’ospedale psichiatrico di Villa Turno. Nel 1951, anche su suggerimento di Eugenio Montale, l’editore Scheiwiller stampa due poesie inedite di Alda Merini in «Poetesse del Novecento». In questo periodo frequenta per interesse di lavoro ma anche per amicizia Salvatore Quasimodo. 
Sposa Ettore Carniti, proprietario di alcune panetterie di Milano, nel 1953. Esce poi il primo volume di versi intitolato «La presenza di Orfeo». Due anni dopo publica «Nozze Romane» e «Paura di Dio». Sempre nel 1955 nasce la primogenita Emanuela: al medico pediatra dedica la raccolta «Tu sei Pietro» (pubblicata nel 1961). 

La poetessa inizia poi un triste periodo di silenzio e di isolamento: viene internata al «Paolo Pini» fino al 1972, periodo durante il quale non manca comunque di tornare in famiglia, e durante il quale nascono altri tre figli. Dopo alternati periodi di salute e malattia, che durano fino al 1979, la Merini torna a scrivere; lo fa con testi intensi e drammatici che raccontano le sue sconvolgenti esperienze al manicomio. I testi sono raccolti in «La Terra Santa», pubblicato da Vanni Scheiwiller nel 1984. 
Nel 1981 muore il marito e, rimasta sola, la Merini dà in affitto una camera della sua abitazione al pittore Charles; inizia a comunicare telefonicamente con il poeta tarantino Michele Pierri che, in quel difficile periodo del ritorno nel mondo letterario, aveva dimostrato numerosi apprezzamenti sui suoi lavori. 

I due si sposano nel 1983: Alda si trasferisce a Taranto dove rimarrà tre anni. In questi anni scrive le venti «poesie-ritratti» de «La gazza ladra» (1985) oltre ad alcuni testi per il marito. A Taranto porta a termine anche «L'altra verità. Diario di una diversa», suo primo libro in prosa. Dopo aver nuovamente sperimentato gli orrori del manicomio, questa volta a Taranto, torna a Milano nel 1986: si mette in terapia con la dottoressa Marcella Rizzo alla quale dedicherà più di un lavoro. Negli anni, diverse pubblicazioni consolideranno il ritorno sulla scena letteraria della scrittrice. 

Nel 1993 riceve il Premio Librex-Guggenheim «Eugenio Montale» per la Poesia, come altri grandi letterati contemporanei prima di lei, tra i quali Giorgio Caproni, Attilio Bertolucci, Mario Luzi, Andrea Zanzotto, Franco Fortini. Nel 1996 le viene assegnato il «Premio Viareggio» per il volume «La vita facile»; l’anno seguente riceve il «Premio Procida-Elsa Morante». Nel 2003 la «Einaudi Stile Libero» pubblica un cofanetto con videocassetta e testo dal titolo «Più bella della poesia è stata la mia vita». Nel febbraio del 2004 Alda Merini viene ricoverata all’Ospedale San Paolo di Milano per problemi di salute. Un amico della scrittrice chiede aiuto economico con un appello che le farà ricevere da tutta Italia, e-mail a suo sostegno. La scrittrice ritornerà successivamente nella sua casa di Porta Ticinese. Nel 2004 esce un disco che contiene undici brani cantati da Milva tratti dalle poesie di Alda Merini. Il suo ultimo lavoro è datato 2006: Alda Merini si avvicina al genere noir con «La nera novella».
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