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In Puglia e Basilicata

Molfetta: scempio a Lama  Cupa. Sigilli ad alcuni locali

Molfetta: scempio a Lama  Cupa. Sigilli ad alcuni locali
di LUCREZIA D'AMBROSIO
Lavori di sbancamento abusivi all’interno di Lama Cupa, a ridosso della Prima Cala. All’interno di un fondo, senza alcuna autorizzazione, erano in corso lavori per la costruzione di alcuni locali. Due persone, il titolare dell’impresa che stava realizzando i lavori, distruggendo una parete rocciosa, e il proprietario del fondo, sono state denunciate. Sulla vicenda la Procura di Trani ha aperto una inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Maralfa

01 Novembre 2009

di LUCREZIA D’AMBROSIO 

MOLFETTA - Lavori di sbancamento abusivi all’interno di Lama Cupa, a ridosso della Prima Cala. All’interno di un fondo, senza alcuna autorizzazione, erano in corso lavori per la costruzione di alcuni locali. Due persone, il titolare dell’impresa che stava realizzando i lavori, distruggendo una parete rocciosa, e il proprietario del fondo, sono state denunciate. Sulla vicenda la Procura di Trani ha aperto una inchiesta coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica, Giuseppe Maralfa. 

I due denunciati rispondono, a vario titolo, di violazione delle norme in materia di paesaggio, di edilizia e di pubblica incolumità. Per realizzare i locali si stavano demolendo le pareti della lama. L’area interessata dai lavori è stata sottoposta a sequestro ma sarà difficile ripristinare lo stato dei luoghi. L’operazione è stata condotta dagli uomini del Comando Stazione del Corpo Forestale di Bari, coordinati da Giuseppe Marcotrigiano, intervenuti su segnalazione delle guardie volontarie del Wwf. A ragion del vero si è arrivati all’individuazione del cantiere abusivo grazie alla collaborazione dei residenti. 
Lama Cupa a Molfetta
Nessuno si sarebbe accorto di nulla se non fossero arrivate indicazioni al numero verde regionale sui reati ambientali, gestito dal Wwf (800 085 898), che denunciavano un’attività di sbancamento di una parete rocciosa all'interno di un fondo privato in piena lama. Di qui prima l’intervento dei volontari che hanno accertato la presenza del cantiere e hanno predisposto tutta la documentazione necessaria, corredata di fotografie. Poi l’intervento degli uomini del Comando Forestale di Bari che hanno messo in atto i successivi provvedimenti. Poche ore fa è arrivato il sequestro e, di conseguenza, sono scattate le denu nce. 

«Ancora una volta – ha sottolineato Pasquale Salvemini, coordinatore regionale della vigilanza - è risultata l'attività del numero verde. Ormai i cittadini ci segnalano le cose più disparate e grazie alla tempestività di intervento delle nostre guardie e alla collaborazione con le forze dell'ordine siamo nelle condizioni di contribuire alla riduzione degli scempi ambientali. Fa specie – ha continuato Salvemini - il fatto che nonostante il deturpamento del paesaggio avvenuto in tutto il tratto finale di Lama cupa negli ultimi due anni, con la realizzazione di numerose villette a schiera di palazzine ed altro nella nuova zona di espansione, costruite il più delle volte a ridosso dell'argine naturale della Lama in barba a tutte le condizioni di sicurezza idrogeologiche, già denunciate dal Wwf, si continuano a fare scempi di questo genere». E non è escluso che, già nelle prossime ore, possano esserci altri sequestri analoghi in zona.
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