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In Puglia e Basilicata

Il trans Manila Gorio: «Sono stata con un assessore pugliese»

Il trans Manila Gorio: «Sono stata con un assessore pugliese»
di CARMELA FORMICOLA
BARI - «Talvolta penso che sia giusto sputtanarli questi politici...». Manila Gorio, bellissima transessuale pugliese, potrebbe far tremare molti uomini pubblici, se decidesse di svelare l’identità dei suoi numerosi corteggiatori vip. «Ora dice voglio parlare della mia storia, una storia durata 7 mesi. Lui era un politico... Un ex assessore regionale di centrosinistra. È stato molto bello, lui era un tipo generoso, mi ha fatto un sacco di regali, mi ha portato con sè in luoghi splendidi, masserie, bed & breakfast di lusso. Ma era sempre tutto segreto, clandestino»

31 Ottobre 2009

di Carmela Formicola

«Talvolta penso che sia giusto sputtanarli questi politici...». Manila Gorio, bellissima transessuale pugliese, potrebbe far tremare molti uomini pubblici, se decidesse di svelare l’identità dei suoi numerosi corteggiatori vip.

Manila, ha deciso di dare una spallata a qualche carriera politica?

«No, non ne ho nessuna intenzione, però questo tipo di gente meriterebbe un grosso sputtanamento per come si comporta».

Perché, come si comporta?

«Voglio parlare della mia storia, una storia durata 7 mesi. Lui era un politico...»

Un politico pugliese?

«Sì, un ex assessore regionale di centrosinistra. È stato molto bello, lui era un tipo generoso, mi ha fatto un sacco di regali, mi ha portato con sè in luoghi splendidi, masserie, bed & breakfast di lusso. Ma era sempre tutto segreto, clandestino»

Manila, ma davvero sperava che lui ufficializzasse il vostro rapporto?

«Non so, questo magari no. Però io gli avevo parlato di un mio progetto, e lui, all’inizio, aveva manifestato grande interesse. Aveva detto, va bene, me la vedo io. Poi è scomparso, letteralmente. Numero di telefono cambiato, si è letteralmente volatilizzato. E con lui il mio progetto».

Ha sofferto per lui?

«Beh, un po’. Mi ha ferita. Si è preso quel che si è preso ed è scomparso. Ma questa storia, paradossalmente, mi ha anche fatto sentire tanto normale».

In che senso?

«Perché ho vissuto quello che vivono tante donne, che cercano di costruire un legame con un uomo e invece l’uomo vuole solo quello».

E ci sono stati altri uomini «famosi» nella sua vita?

«Tra i politici ho avuto una marea di corteggiatori. Quando ho fatto la campagna elettorale per la Puglia Prima di Tutto, il partito nel quale era candidata la mia amica Patrizia D’Addario, beh... sì, di uomini che ci hanno provato ne ho schivati tanti»

Corteggiatori bypartisan...

«Sì, ho imparato che o di destra o di sinistra il politico, in generale, è un po’ porco».

Ma soltanto i politici le ronzano intorno?

«No, ce ne sono di tutti i tipi...»

Esempio?

«C’è un ginecologo barese, un gran bell’uomo, che mi ha contattata su facebook e poi ha cominciato a bombardarmi di messaggi, pensi che li ho tutti memorizzati».

Come mai? Ha qualcosa di particolare questo medico?

«Diciamo che mi ha turbata una sua affermazione. Mi ha detto che per il lavoro che fa è ormai “assuefatto” alle donne. Forse è plausibile...»

Bisognerebbe chiederlo ad altri ginecologi. In ogni caso, ascoltandola, la sua non sembra certo la vita travagliatissima e sfigata di certe trans.

«C’è un immaginario sbagliato sul mondo transessuale. Certo, ci sono i viados, che fanno una vitaccia. Io viceversa vivo una vita normalissima, faccio l’imprenditrice, ho un fidanzato meraviglioso da circa un anno, si chiama Michele, è un calciatore che gioca nel campionato di Promozione, e viviamo il nostro rapporto alla luce del sole. Credo di fare un’informazione positiva, solare sulle trans e sui loro diritti».

C’è un’altra trans pugliese che si batte per questi diritti: Vladimir Luxuria.

«Sì, ma Vladimir si piange un po’ addosso. Io ho un altro modello di relazione, che è il mio erotismo ma anche il mio cervello, la mia capacità di comunicare, di ironizzare, di sedurre senza ancheggiare o sfoggiare le tette».

Che idea si è fatta del clamore sollevato dal caso Marrazzo?

«È un clamore ingiusto che consegna la parte meno sana di questo mondo, quella più sporca e folkloristica. E amplifica le strumentalizzazioni, cosa della quale nessuna di noi ha bisogno. Tutto ciò mi fa riflettere. E guarda caso, proprio in questi giorni, al Grande Fratello entra in scena un certo tipo di transessuale, uno sterotipo di transessuale: mi sembra diabolicamente casuale».
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