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In Puglia e Basilicata

Cinema, l'allarme dei piccoli gestori

Cinema, l'allarme dei piccoli gestori
BARI - La pellicola rischia di non girare più e di fermarsi per sempre. Su questo argomento al Multicinema Galleria, si è tenuta un’assemblea dei soci della sezione interregionale ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) di Puglia e Basilicata per discutere del problema e preparare il doppio «Focus sui cinema di città» che si terrà l’11 novembre a Milano e Roma, in cui si discuterà di risposte concrete al rilancio dell’esercizio cinematografico operante nei centri urbani.

31 Ottobre 2009

di Livio Costarella

La pellicola rischia di non girare più e di fermarsi per sempre. Stavolta non ci riferiamo all’avvento del cinema digitale che – ormai è certo – rappresenta il futuro della settima arte, in molti casi già il presente. Stiamo parlando della progressiva rarefazione (per non dire scomparsa) delle monosale cinematografiche dei centri urbani, soprattutto dei cinema di provincia, strozzati dall’espansione delle multisale, dalle logiche commerciali della distribuzione e in molti casi anche da una tassazione iniqua e spropositata.

Il grido d’allarme non è una novità, ma il livello di alta marea è arrivato a un punto tale che molti esercenti stanno per affogare definitivamente. Ragion per cui ieri, al Multicinema Galleria, si è tenuta un’assemblea dei soci della sezione interregionale ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema) di Puglia e Basilicata per discutere del problema e preparare il doppio «Focus sui cinema di città» che si terrà l’11 novembre a Milano e Roma, in cui si discuterà di risposte concrete al rilancio dell’esercizio cinematografico operante nei centri urbani.

Il presidente Anec Francesco Paolillo (con lui c’era anche il segretario Agis Puglia Francesca Rossini) ha denunciato cifre preoccupanti: se dal 2000 a oggi il numero annuo degli spettatori di cinema italiani è passato da 10 a 30 milioni, in base ai dati segnalati dalle sezioni territoriali ANEC, dal 2000 a oggi si è verificata la chiusura di 615 cinema (22 in Puglia, 3 in Basilicata).

«Per far fronte a questo – ha detto Paolillo – c’è bisogno di un sostegno deciso delle istituzioni. I comuni, per esempio, dovrebbero migliorare le situazioni di aliquote diversificate tra Tarsu ed Ici. Il bilancio di tutti i cinema, oggi, è assorbito per metà dai costi di produzione e distribuzione, e per l’altra metà dalle spese di personale, consumi energetici e oneri assunti con le banche. La situazione è insostenibile».

E se Vito Ciuffreda (Presidente Anec Basilicata) ha denunciato la totale assenza delle istituzioni lucane ad ogni sollecitazione da loro proposta, Comune e Provincia di Bari e Regione Puglia hanno fatto sentire la loro voce attraverso Luigi Fuiano (presidente della commissione cultura comunale), Nuccio Altieri (vicepresidente Provincia) e Lucia Berardino (dirigente assessorato al Mediterraneo della Regione). Fuiano ha proposto un osservatorio permanente sul problema (il 27 novembre è già fissato un incontro in Comune con l’Anec e Luigi Lonigro, della 01 Distribution) e l’intenzione di aiutare, per quanto possibile, i piccoli esercenti; Altieri si è invece mostrato critico nei confronti del recente bando per la creazione del circuito regionale di sale cinematografiche di qualità appena emanato dall’Apulia Film Commission.

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