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In Puglia e Basilicata

Mesagne, ragazza accompagnata dai vigili chiede soldi per una rivista

Mesagne, ragazza accompagnata dai vigili chiede soldi per una rivista
di GIUSEPPE FLORIO
MESAGNE - Una giovane donna si presenta nell’esercizio commerciale accompagnata da due agenti di polizia municipale in divisa. Accenna: «Vi ruberò soltanto qualche minuto, è per una informativa sulla sicurezza». Bofonchia qualcosa a proposito della «Regione Puglia». Per la presenza dei vigili urbani, il commerciante esclude che la ragazza possa essere annoverata tra i seccatori che quotidianamente lo assillano, ora per un contratto telefonico vantaggioso, ora per la fornitura di 1000 cialde per l’espresso perfetto, ora semplicemente per pietire un obolo volontario, sempre in ragione di interessi…filantropici.

30 Ottobre 2009

di Giuseppe Florio

MESAGNE - Alcuni singolari episodi – tutti con la medesima modalità - sono stati segnalati da commercianti mesagnesi. Una giovane donna si presenta nell’esercizio commerciale accompagnata da due agenti di polizia municipale in divisa. Accenna: «Vi ruberò soltanto qualche minuto, è per una informativa sulla sicurezza». Bofonchia qualcosa a proposito della «Regione Puglia». Per la presenza dei vigili urbani, il commerciante esclude che la ragazza possa essere annoverata tra i seccatori che quotidianamente lo assillano, ora per un contratto telefonico vantaggioso, ora per la fornitura di 1000 cialde per l’espresso perfetto, ora semplicemente per pietire un obolo volontario, sempre in ragione di interessi…filantropici.

«Mi spieghi», replica l’esercente predisponendosi pazientemente all’ascolto e rimuginando tra sé e sé: «Di quale provvedimento vorrà informarmi la Regione Puglia?». Così l’interlocutrice attacca a parlare: «Stiamo approntando un opuscoletto informativo dal duplice messaggio: contro la pedofilia e contro la violenza sulle donne. La pubblicazione sarà distribuita gratuitamente nelle scuole elementari e medie inferiori della sua città. Abbiamo bisogno, affinché il messaggio positivo sia comunicato in modo capillare, del suo aiuto. Dovrebbe offrirci la somma “minima” di 100 euro per un’inserzione pubblicitaria».

«Somma? Minima? Cento euro?» sobbalza il commerciante, già tartassato dal fisco, piegato dalla crisi economica, acciaccato dalle giornaliere richieste di questue. «E la Regione Puglia che c’entra in questa faccenda?». «Nulla», risponde con la giovane, «se non che “ci” ha elargito un contributo buono soltanto… per comperare le caramelle. “Ci” mancano ancora 4 mila euro per poter mandare in stampa l’opuscolo. Sappia che rilasciamo una regolare ricevuta».

«”Ci”? Ma di che parla, chi siete?», sbotta, finalmente, il commerciante. La ragazza è la rappresentante di una ditta privata con sede in San Donaci, tanto di partita Iva e intestazione criptica: “Lavorazioni ausiliare connesse alla stampa”. Un’impresa locale in regola e con legittimi interessi economici, nulla da eccepire: se non sulla maniera perlomeno ambigua con cui si presenta. «Due dettagli mi hanno fatto saltare la mosca al naso», è il refrain di ciascuno dei commercianti “visitati” dalla ragazza. «Innanzitutto che abbia inizialmente accennato a fantomatiche credenziali della “Regione Puglia”, quando invece l’Ente avrebbe soltanto sponsorizzato l’iniziativa privata. E poi, perché la costante presenza dei vigili urbani? Perché due agenti di polizia municipale hanno accompagnato per diversi giorni, durante i preziosi turni di lavoro, una donna che chiedeva soldi per questa pubblicazione?».

Posta la domanda in questi termini alla donna, la risposta è stata chiara: «Siamo stati autorizzati dal Comando di Polizia Municipale. La presenza dei due agenti è necessaria per garantire voi esercenti sulla regolarità della nostra iniziativa, finalizzata, è il caso di ricordarlo, ad un opuscolo contro pedofilia e violenza sulle donne». Anche gli agenti confermano: «Disposizioni del Comandante», a cui molti cittadini rivolgono un quesito: era proprio necessario? Anche sulla ricevuta rilasciata una domanda: come mai il totale della fattura non corrisponde al totale da pagare, quest’ultimo essendo molto inferiore alla somma di imponibile e imposta?

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