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In Puglia e Basilicata

La Polizia oscura la tv del parroco Nociglia in rivolta

La Polizia oscura la tv del parroco Nociglia in rivolta
di NUNZIO PACELLA 
La polizia postale di Lecce sequestra l’emittente parrocchiale avviata da don Pino Pedone nel piccolo comune di Nociglia perché senza licenza. Si tratta di una cosiddetta “televisione di strada” che trasmetteva esclusivamente le funzioni religiose: rosario, messe, funerali, cresime, comunioni e matrimoni. Il tutto al solo vantaggio dei parrocchiani malati, o impossibilitati a recarsi in chiesa
• E oltre ai "sigilli" anche una multa di 10mila euro

29 Ottobre 2009

di NUNZIO PACELLA
NOCIGLIA - La polizia postale di Lecce sequestra l’emittente parrocchiale avviata da don Pino Pedone perché priva della licenza ufficiale, e per questo ha ricevuto anche una multa di 10mila euro. Si tratta di una cosiddetta “televisione di strada” che trasmetteva esclusivamente le funzioni religiose: rosario, messe, funerali, cresime, comunioni e matrimoni. Il tutto al solo vantaggio dei parrocchiani malati, o impossibilitati a recarsi in chiesa, che, in tal modo potevano assistere ai riti dalla loro casa. Quando la Tv (che era visibile in tutto il paese e anche nella vicina San Cassiano) non trasmetteva le funzioni religiose, sullo schermo appariva l’altare maggiore della Matrice. E anche quell’altare, per molti anziani soli, costretti a letto era una compagnia. Si dice pure che ci sia stato qualcuno che, è passato a miglior vita fissando proprio quell’altare in tv. Insomma, i conforti religiosi via etere. 

Così, quando la Polizia Postale ha spento la tv, la gente di Nociglia e di San Cassiano, paese d’origine di don Pino, si è ribellata. Da più di dieci giorni la tv di Ldon Pino è muta. L’antenna televisiva in bella vista sul tetto della chiesa non diffonde alcun segnale. E la “nebbia” si è impossessata degli schermi televisivi nelle case. Don Pino, domenica in chiesa ha raccontato con profonda amarezza l’accaduto. Poi sulla vicenda è calato il sipario. Il parroco è muto come la sua tv che ha messo su con tanto amore per dare un servizio ai suoi parro cchiani. Non parla neppure il sindaco Giuseppe Fracassoche ha scelto la linea della cautela. In piazza tutti sanno ma nessuno vuol parlare perché nella vicenda è coinvolto, a torto o a ragione, il parroco. 

Sono più loquaci nelle case le donne anziane che si affannano a raccontare la vicenda della tv del parroco e soprattutto a tessere le lodi dell’operato di don Pino. Una per tutte, l’ottantenne Anna Vergari, felicemente sposata con Donato Giannotta, 78 anni, abitante lungo la centrale via Vittorio Emanuele, difende con veemenza don Pino. «Seguiamo la tv da due anni – afferma – il parroco è qui a Nociglia da 13 anni. A me piace. Qualcuno non lo vede di buon’occhio. C’è stato qualche atto intimidatorio nei suoi confronti. Ma la messa non c’entra. Era un’ottima cosa per tutti. Tutto il paese si sintonizzava per seguirla. Don Pino è un sacerdote molto vicino alle famiglie. Non ha mai chiesto niente a nessuno. Ma nonostante questo è vittima dell’invidia delle malelingue. Anche per la tv non ha mai chiesto niente. Si vedeva benissimo, senza nessun dispositivo da comprare. Mi faceva anche compagnia quando mio marito non era in casa. Viviamo da soli. A volte anche quando non trasmetteva le funzioni di chiesa accendevo i due televisori, uno, in cucina, al pian terreno e l’altro, in camera da letto, al primo piano per vedere quell’altare sullo schermo. Adesso non si vede niente». 

Non c’è molta voglia di parlare neanche al centro anziani dove si passa il tempo giocando a carte. Tra una partita di scopa e l’altra qualcuno bisbiglia qualcosa. I conti non tornano. Tutti si chiedono perché l’hanno sequestrata. Poi qualcuno si avanti. È Giuseppe Lazzari. «Noi – afferma – siamo disposti ad aiutarlo. Possiamo contribuire a pagare la multa. Qualcuno però ci deve aiutare a capire. La messa in casa la vogliamo. La vuole chi sta a letto. Da troppi giorni i malati nelle case non vedono più non solo la messa ma non ascoltano nemmeno il rosario. La televisione di don Pino era come un’amica che ti parla».

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