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In Puglia e Basilicata

Gli agenti "invadono" Roma. In 650 da Puglia e Basilicata

Gli agenti "invadono" Roma. In 650 da Puglia e Basilicata
di MARISA INGROSSO
BARI - Decine di bus, zeppi di poliziotti, agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Penitenziaria, nonché di Vigili del Fuoco, di tutte le sigle sindacali esistenti, hanno raggiunto Roma. 30.000 persone hanno protestato contro la politica del Governo. Michele Orlando, segretario regionale Siulp Puglia: politica fatta di tagli e ronde, manca il personale e a noi vogliono dare un aumento di soli 4 €. Vito Cicirelli, segretario provinciale Siulp Matera: siamo troppo pochi per garantire i servizi minimi di ordine pubblico, il parco auto è vecchio e usurato e pure il vestiario arriva col contagocce

28 Ottobre 2009

BARI - Decine di bus, zeppi di poliziotti, agenti del Corpo Forestale dello Stato e della Polizia Penitenziaria, nonché di Vigili del Fuoco, di tutte le sigle sindacali esistenti, hanno attraversato l’Italia e hanno raggiunto Roma. 30.000 persone hanno protestato contro la politica del Governo sulla sicurezza. 

«Dalla Puglia siamo partiti in 400 - dice Michele Orlando (barese), segretario regionale del Siulp pugliese, ovvero il Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia - Siamo agenti di ogni sigla sindacale. Apparteniamo a quello che abbiamo definito il “Cartello”, una sigla che raggruppa tutti i sindacati dei poliziotti». 
«Protestiamo per la politica del Governo - spiega il poliziotto - perché è una politica fatta di tagli che favorisce le ronde, anziché incentivare attenzione ai corpi di Polizia che, come in Puglia, hanno difficoltà concrete. E penso al ritardo di sei mesi nel pagamento di indennità accessorie, come le indennità di missione». 

«Inoltre protestiamo per il rinnovo del contratto di lavoro (fermo da due anni) e perché il Governo nella Finanziaria non ha nemmeno previsto i fondi necessari per il rinnovo contrattuale. Poi - continua Michele Orlando - c’è la questione del riordino delle carriere. Un intervento che è necessario per la progressione di carriera e per rendere funzionale l’organizzazione della Polizia di Stato. Per esempio, un sostituto Commissario che deve fare ancora 10 anni di lavoro non ha davanti a sè alcuna progressione di carriera. E c’è una grande confusione di ruoli, nel censo che c’è pochissima differenza tra le varie figure. Pensate che ci sono 19 qualifiche, dall’agente fino all’ispettore superiore. Ebbene, noi chiediamo che il numero delle qualifiche venga ridotto e "spalmato" più coerentemente lungo la carriera di ogni agente». 
«Tornando al contratto - afferma il sindacalista dei poliziotti - Allo stato noi abbiamo due contratti: uno che riguarda il pubblico impiego e uno che riguarda la specificità del nostro impiego. Su questo capitolo il Governo non ha messo nulla o, meglio, ha previsto un aumento di 4 euro. Ripeto: di 4 euro! E tutto ciò mentre gli organici sono ridotti fino a meno del 30% e non si prevedono nuove assunzioni». 

Polizia protesta a Roma - Foto ANSA«Dalla Basilicata siamo partiti in 250 circa - dice Vito Cicirelli, segretario provinciale Siulp Matera - perché abbiamo ripercussioni gravi nella nostra regione. Siamo molto sotto organico. Si tenga conto che, nell’ultimo periodo, nella sola Matera è andata in pensione una trentina di persone e una ventina a Potenza. Non soltanto non sono stati rimpiazzati ma il personale attivo supera - di media - i 45 anni e ha un’anzianità di servizio superiore ai 15 anni». 

«Vorremmo che la gente comprendesse - continua Cicirelli - che abbiamo difficoltà oggettive ad assicurare i servizi minimi, come il controllo del territorio e i servizi di ordine pubblico, come le manifestazioni e le partite di calcio. Inoltre, in Basilicata abbiamo un parco auto da sostituire interamente. Le nostre autovetture hanno tutte superato i 150.000 chilometri, chilometri realizzati in città. Ciò comporta problemi sotto il profilo della sicurezza delle autovetture». 

«Poi c'è la questione del vestiario - conclude il sindacalista - Questo arriva col contagocce e con taglie che non rispettano le richieste. Così ci troviamo col paradosso di avere un gran numero di scarpe piccolissime. Ma, soprattutto, il vestiario non viene garantito nel cambio per un lungo peridodo. Per esempio, un paio di guanti può essere cambiato solo dopo 24 mesi. E si può immaginare, per chi opera su strada, come si riducono i guanti dopo due anni che li indossi ogni giorno».
di MARISA INGROSSO
(Foto: in alto i poliziotti pugliesi; sotto una foto Ansa)
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