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In Puglia e Basilicata

Giustizia lumaca:  causa da 4 mila € rinviata al 2013

Giustizia lumaca:  causa da 4 mila € rinviata al 2013
di CARLO STRAGAPEDE 
BARI - Altro record di lentezza per la macchina giudiziaria. Siamo nel territorio della giustizia civile. Ieri, in Tribunale, a Bari, una causa riguardante la richiesta di rimborso a un consorzio di bonifica, ammontante a circa 4mila euro, è stata rinviata a marzo del 2013. Tecnicamente, si tratta di un rinvio per la «precisazione delle conclusioni»

27 Ottobre 2009

BARI - Altro record di lentezza per la macchina giudiziaria. Siamo nel territorio della giustizia civile. Ieri, in Tribunale, a Bari, una causa riguardante la richiesta di rimborso a un consorzio di bonifica, ammontante a circa 4mila euro, è stata rinviata a marzo del 2013. Tecnicamente, è un rinvio per la «precisazione delle conclusioni». In altre parole, in quella sede le parti processuali contrapposte - in questo caso un agricoltore e il consorzio stesso - condensano le loro rispettive tesi, con atti scritti e oralmente. Quindi il Tribunale si riserva per la sentenza. 

Presumibilmente, il giudice istruttore è stato realmente costretto - almeno in parte - al rinvio a lunga gittata, considerato l’enorme carico di arretrato delle cause civili, in rapporto agli organici dei magistrati baresi, fermi al 1969. Il problema, però, rimane. Il presidente del Tribunale, Vito Savino, spiega: «Mi rendo conto dei carichi di lavoro e della carenza di organici ma tre anni e mezzo sono troppi. Da quando dirigo questo ufficio, cioè da febbraio dell’anno scorso - aggiunge Savino - ho raccomandato ai giudici tempi più rapidi per adottare le decisioni. Ho chiesto loro, fra l’altro, di non “pittare” le motivazioni, di risparmiare le parole. Tempi così lunghi non vanno bene. In ogni caso - conclude l’alto magistrato - sono a disposizione delle parti di questo specifico processo, per trovare una soluzione che anticipi il verdetto, nei limiti del possibile». 

Il presidente dell’Ordine degli avvocati, Manuel Virgintino: «Occorre incentivare le conciliazioni fino al limite della discussione finale, smaltire l’arretrato e pensare concretamente, a questo scopo, a udienze pomeridiane. Ne parleremo nell’assemblea degli iscritti che si terrà giovedì 29 ottobre».
di CARLO STRAGAPEDE
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