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In Puglia e Basilicata

Strage Truck Center condanne a 4 anni

Strage Truck Center condanne a 4 anni
di ANTONELLO NORSCIA 
TRANI - Sei colpevoli, ma forse non i soli, per la tragedia Truck Center, l’autorimessaggio di Molfetta dove il 3 marzo 2008, per le forti esalazioni sprigionatesi da un container di zolfo liquido in manutenzione, persero la vita cinque uomini. Tre imputati sono stati condannati a 4 anni di reclusione per concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose

27 Ottobre 2009

TRANI - Sei colpevoli, ma forse non i soli, per la tragedia Truck Center, l’autorimessaggio di Molfetta dove il 3 marzo 2008, per le forti esalazioni di acido solfidrico sprigionatesi da un container di zolfo liquido in manutenzione, persero la vita Guglielmo Mangano e, nel tentativo di salvarlo, i colleghi Michele Tasca, Luigi Farinola, l’autotrasportatore Biagio Sciancalepore (dipendente di una società di trasporti che lì custodiva i mezzi) e Vincenzo Altomare, amministratore della stessa Truck Center; unico superstite, ferito, fu Cosimo Ventrella. 

Concorso in omicidio colposo plurimo e lesioni colpose per cui ieri sono stati ritenuti responsabili e condannati a 4 anni di reclusione, a fronte dei 5 chiesti dal pm, Alessandro Buonapane, 44 anni di Salerno, e Mario Castaldo, 55, di Nola, quali responsabili della Fs Logistica-B.U. Cargo Chemical Spa (società del gruppo Ferrovie dello Stato) proprietaria del container di zolfo in rimessaggio alla Truck Center; e Pasquale Campanile, 47, di Bari, rappresentante de La Cinque Biotrans di Giuseppe Campanile & C. Snc, incaricata del trasporto della cisterna. 

I tre sono stati anche interdetti per 4 anni «dall’esercizio dell’ufficio di amministratore, sindaco, liquidatore, direttore generale e dirigente preposto alla redazione di documenti societari nonché di ogni altro ufficio con potere di rappresentanza di persone giuridiche». 

Condanne a pene pecuniarie per le 3 società imputate: 1milione e 400mila euro per la Fs Logistics; 400mila ciascuno per la Cinque Bio Trans e la Truck Center Sas. Il Tribunale ha anche condannato gli imputati a provvisionali oscillanti tra 50mila e 300mila euro in favore dei parenti conviventi delle vittime costituiti parti civili. Ulteriori somme risarcitorie saranno quantificate dal giudice civile, dove pure saranno determinati i danni patiti dai parenti non conviventi. 

Il processo di primo grado è stata un’ecatombe giudiziaria da cui si è salvato solo Filippo Abbinante, l’autista dipendente de La Cinque Bio Trans che quel drammatico lunedì pomeriggio trasportò la cisterna assassina a Molfetta per la pulitura: il pm aveva invocato l’assoluzione (cui però si erano opposte le parti civili) «perché il fatto non costituisce reato». E sempre di lunedì è giunta la sentenza del Tribunale di Trani – giudice monocratico Lorenzo Gadaleta – che ha accolto pienamente l’impianto accusatorio del pubblico ministero Giuseppe Maralfa, anche in ordine al verosimile processo «Truck Center Bis». 

Quello che si profila non già alla luce dell’appello preannunciato dai difensori dei condannati ma per ulteriori aspetti d’indagine ravvisati dal Tribunale e che il pm aveva già in serbo per far luce anche sulle posizioni, e dunque su presunte responsabilità, dell’Eni Spa e della Nuova Solmine Spa, rispettivamente produttrice ed acquirente della fatale partita di zolfo, nonché della società bitontina Meleam Puglia che curò il protocollo di sicurezza della Truck Center. Di qui la trasmissione degli atti in Procura, come richiesto dalla Pubblica Accusa, alla luce di alcune circostanze emerse nel corso del dibattimento ma che le parti civili avevano immediatamente ravvisato. Tant’è che a giugno ci furono perquisizioni, sequestri ed acquisizioni che interessarono anche la divisione commerciale romana dell’Eni e le sue raffinerie di Taranto e Livorno. 

Il pm dovrà, inoltre, valutare anche eventuali reati di falsa testimonianza per alcune deposizioni rese a dibattimento da testimoni- operatori di Eni e Nuova Solmine.
di ANTONELLO NORSCIA
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