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In Puglia e Basilicata

Questo pericoloso  campo di calcio si trova a Barletta, non a Kabul

Questo pericoloso  campo di calcio si trova a Barletta, non a Kabul
di GIUSEPPE DIMICCOLI
BARLETTA - Il sol pensiero mette i brividi. Proviamo ad immaginare la sequenza: un bimbo calcia il suo pallone che colpisce la traversa, il suo amico portiere, incolpevole, riceve la traversa ... e ora è molto difficile proseguire. Perchè? O il portiere è stato bravo a scansare la traversa che gli piomba in testa oppure potrebbe essere stato il suo ultimo istante di vita. Benvenuti (ma state molto attenti a non farvi troppo male) al campetto di via M. Filograsso nel quartiere dormitorio Patalini nella nuova 167

26 Ottobre 2009

di Giuseppe Dimiccoli

BARLETTA - Il sol pensiero mette i brividi. Proviamo ad immaginare la sequenza: un bimbo calcia il suo pallone che colpisce la traversa, il suo amico portiere, incolpevole, riceve la traversa ... e ora è molto difficile proseguire. Perchè? O il portiere è stato bravo a scansare la traversa che gli piomba in testa oppure potrebbe essere stato il suo ultimo istante di vita.

Benvenuti (ma state molto attenti a non farvi troppo male) al campetto di via M. Filograsso (benemerito letterato barlettano) nel quartiere (dormitorio) Patalini - nuova 167 all’ombra del palazzo ponte. Quello che esiste, o per meglio dire non esiste, all’interno di questa area comunale è qualcosa di inammissibile in una città civile. Iniziamo dal parco giochi: le altalene sono inesistenti, ci sono solo le catene ma della sbarra per sedersi nemmeno l’ombra; i cavallucci, tanto cari ai bimbi, sono volati via, al momento sono «disponibili» solo le basi che li contenevano e le molle sottostanti.

Pavimento di gomma anti infortuni, un sogno. L’unico gioco esistente è uno scivolo. Le panchine e i vasi per il verde anche carbonizzati. Capitolo, doloroso, campetto da calcio: la recinzione ha più buchi di una fetta di formaggio gruviera con il valore aggiunto che il ferro è arrugginito e se entra in un occhio non è certamente come una pagliuzza. Gli ingressi di accesso alla struttura divelti e pericolanti. Stile Colosseo. Ma quello che è incredibilmente pericoloso sono le due porte del campetto di calcio. I pali, quelli che ci sono, sono appoggiati al recinto, o quello che vi resta. Le traverse non appoggiano più al palo ma per tenerle in piedi qualcuno ha inventato un curioso stratagemma: ha inserito un palo di legno all’interno della traversa e lo ha inserito nei buchi della recinzione di ferro. Eppure a pochi metri da questo vergognoso scempio opera a pieno regime un asilo privato, un bar, un tabaccaio e la parrocchia della Trinità. Quindi non siamo nel «deserto sperduto».

Per tutto questo la signora Maria G. è, a suo dire, «disgustata». E francamente è difficile darle torto. «Quando mio figlio scende di casa il mio cuore mi sale in gola. A lui dico sempre di non giocare nel campetto perchè potrebbe essere pericolosissimo. Ma i bambini non comprendono il pericolo e spero solo che non accada mai nulla di grave. Vorrei chiedere al sindaco Nicola Maffei e ai suoi assessori e dirigenti di intervenire prima che accada una tragedia. Ricordo che il campetto fu inaugurato in occasione delle ultime elezioni comunali». Appello anche da Giuliano R.: «Vorrei portare all’area giochi a divertirsi la mia nipotina. Purtroppo però non posso neanche farla avvicinare a quel posto. Ma quando cambierà qualcosa?». Speriamo presto prima che sia troppo tardi.

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