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In Puglia e Basilicata

Aspetta da 28 anni la vincita al Totocalcio: tarantino denuncia tutti

Aspetta da 28 anni la vincita al Totocalcio: tarantino denuncia tutti
Martino Scialpi, 58 anni, di Martina Franca (Taranto), che da 28 anni si vede negare una vincita al Totocalcio perchè la titolare del bar-ricevitoria di Ginosa (Taranto) in cui effettuò la giocata aveva smarrito la matrice della schedina, ha presentato una querela nei confronti della titolare della ricevitoria, Maria Luisa Taiana, degli ex funzionari del Totocalcio di Bari Mario Pernacchia e Rocco De Vivo, degli ex segretari generali del Coni Mario Pescante e Raffaele Pagnozzi, e del coordinatore degli affari giuridici del Coni Leonardo Zauli

26 Ottobre 2009

TARANTO – «Denuncio tutti»: passa al contrattacco Martino Scialpi, di 58 anni, di Martina Franca (Taranto), lo scommettitore che da 28 anni si vede negare una vincita al Totocalcio perchè la titolare del bar-ricevitoria di Ginosa (Taranto) in cui effettuò la giocata aveva smarrito la matrice della schedina. La vincita, da poco più di un miliardo di lire, oggi, con la rivalutazione monetaria, varrebbe 25 milioni di euro. 

Scialpi ha presentato una querela nei confronti della titolare della ricevitoria, Maria Luisa Taiana, degli ex funzionari del Totocalcio di Bari Mario Pernacchia e Rocco De Vivo, degli ex segretari generali del Coni Mario Pescante e Raffaele Pagnozzi, del coordinatore degli affari giuridici del Coni Leonardo Zauli e di chi, è detto nell’esposto, «risulterà responsabile del reato di cui all’art. 416 del codice penale (associazione per delinquere) per essersi associati, promuovendo o costituendo od organizzando l'associazione dall’1 novembre 1981 al 2009, allo scopo di commettere delitti quali false testimonianze, favoreggiamento personale, frodi processuali, calunnia e truffa processuale». 

Lo scommettitore fa presente che la ricevitoria in cui fu giocata la schedina miliardaria non era in possesso del titolo abilitante alla gestione. Il Coni, pertanto, si avvalse di una ricevitoria priva della prescritta autorizzazione e questo basterebbe a far scattare la responsabilità extracontrattuale. 

La denuncia penale è stata presentata alle procure della Repubblica di Taranto, Bari, Potenza (competente a indagare sui magistrati) e Roma, al procuratore generale presso la Corte di Cassazione e al Consiglio superiore della magistratura. Scialpi sottolinea nell’esposto che il Coni, attraverso i rappresentanti del Totocalcio finiti sotto inchiesta, ha esibito un documento – inerente la cessione dell’attività di ricevitore da un proprietario all’altro e quindi del rilascio della concessione – risultato manipolato. Lo ha stabilito, nell’ambito dell’inchiesta a carico di due dirigenti del Coni, una doppia perizia, grafologica e merceologica, disposta nel 2004 dal gip del Tribunale di Bari, Anna Rosa De Palo, sull'originale e su una fotocopia di quel documento. 

«Il Coni – accusa Scialpi – ha dunque rappresentato una falsa realtà processuale, diversa da quella sostanziale e documentale, inducendo in errore nelle loro decisioni i vari Magistrati che se ne sono occupati, il tutto nell’indifferenza assoluta anche di Organi supremi quali i Ministeri e gli stessi Parlamenti italiani che si sono succeduti nel corso degli anni».
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