Lunedì 15 Agosto 2022 | 15:51

In Puglia e Basilicata

Cercavano funghi trovano un cadavere

Cercavano funghi trovano un cadavere
di MAURO CIARDO 
SALENTO - La salma è stata rinvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, da due cercatori di funghi in una pineta in località “Cisareddha”, a monte della litoranea tra il Ciolo e Santa Maria di Leuca. Nascosto tra le rocce c’era il corpo di un giovane uomo quasi completamente mummificato. Aveva un filo di ferro legato intorno al collo con un nodo scorsoio e assicurato dall’altra estremità ad un alberello di pino. Omicidio o suicidio? Si aspetta l'esito dell'autopsia per saperne di più
• Potrebbe trattarsi di un francese di origini italiane

26 Ottobre 2009

GAGLIANO DEL CAPO - Spunta un cadavere tra le rocce ed è mistero. Un corpo in avanzato stato di decomposizione è stato rinvenuto ieri pomeriggio da alcuni cercatori di funghi e ora gli investigatori sono chiamati a risolvere l’arcano sull’identità del cadavere e soprattutto sui motivi del decesso. Omicidio, suicidio, malore o disgrazia? 

La salma è stata rinvenuta nel pomeriggio di ieri, intorno alle 16.30, da due cercatori di funghi, un uomo originario di Gagliano e un suo amico emigrante in Svizzera. I due stavano camminando all’interno di una pineta in località “Cisareddha”, a monte della litoranea tra il Ciolo e Santa Maria di Leuca, quando hanno fatto la raccapricciante scoperta. 

Nascosto tra le rocce c’era il corpo di un uomo quasi completamente mummificato. Immediatamente sono stati allertati i carabinieri della compagnia di Tricase diretta dal capitano Andrea Bettini, che sono giunti sul posto insieme con gli uomini della locale stazione, ai vigili del fuoco del distaccamento di Tricase e ai volontari della locale protezione civile. Per gli opportuni rilievi sono intervenuti il medico legale Alberto Tortorella e i militari del nucleo investigativo di Lecce. 

La prima ricognizione del cadavere ha aperto molti dubbi sulle cause della morte. L’elemento che farebbe propendere per un suicidio sarebbe un filo di ferro legato intorno al collo con un nodo scorsoio e assicurato dall’altra estremità ad un alberello di pino. Gli unici elementi certi è che si tratta di un uomo sulla trentina, senza documenti, con addosso abiti sportivi di marca (un jeans e una maglietta). Accanto al cadavere sono state rinvenute un paio di scarpe da ginnastica Nike, di taglia 43, capovolte e ben sistemate su uno spuntone di roccia, uno zaino a spalla e una bottiglietta d’acqua vuota. Lo scheletro lascerebbe pensare a un soggetto di corporatura robusta, alto all’incirca un metro e settantacinque centimetri. Un viandante che si sarebbe sentito male e avrebbe trovato lì riparo per la notte, oppure che avrebbe scelto proprio questo sito per farla finita? Nessuna ipotesi viene esclusa. 

Incerti pure i tempi di permanenza del corpo, che a una prima valutazione dovrebbe trovarsi lì da diversi mesi, forse prima dell’estate. Se così fosse il sole e la pioggia avrebbero accelerato la decomposizione. Intanto si scava tra le segnalazioni di persone scomparse. Stando alle prime informazioni non ci sarebbero allontanamenti in provincia riconducibili a persone con caratteristiche simili. Alcuni scomparsi sarebbero segnalati tra le provincie di Bari e Foggia. In serata il cadavere, su disposizione del pubblico ministero Imerio Tramis, è stato trasferito nell’obitorio dell’ospedale “Vito Fazzi” di Lecce.
di MAURO CIARDO
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