Domenica 25 Settembre 2022 | 16:21

In Puglia e Basilicata

Dopo il maltempo, il Foggiano conta i danni e il fiume fa paura

Dopo il maltempo, il Foggiano conta i danni e il fiume fa paura
di ANTONIO D’AMICO 
Durante l'ultimo nubifragio un uomo è morto annegato, in auto. Danni gravi ad agricoltura e imprese. Situazione sotto controllo anche nella diga di Occhito ma nessuno ha dimenticato i danni causati al territorio dalle esondazioni del fiume “Fortore” e il primo cittadino di Serracapriola, Marco Camporeale, chiede un tavolo d'incontro con le Autorità competenti e cioè Regione, Provincia, Ufficio territoriale di governo, Consorzio di bonifica al fine di predisporre un piano d'intervento per la salvaguardia del territorio

26 Ottobre 2009

FOGGIA - Il maltempo concede una tregua e nell’Alto Tavoliere torna la normalità dopo i violenti nubifragi di sabato scorso quando un cacciatore, Nazario Garofalo, 76enne di Torremaggiore, è annegato in un canale pieno di fango e detriti nei pressi del casello autostradale di Poggio Imperialementre si trovava a bordo della sua auto. E dopo i danni, i disagi e la paure riesplodono puntuali le polemiche. Quelle che puntano il dito contro il dissesto di un territorio, l’Alto Tavoliere, sempre più vulnerabile. 

Indici puntati ancora una volta da Marco Camporeale, sindaco di Serracapriola, da tempo in trincea per urlare - quasi sempre ai quattro venti - un situazione che non vuole più che venga sottovalutata. Anche ieri si è temuto il peggio con minacciosi addensamenti nubiformi provenienti da Nord. 

Fortunatamente il vento ha spazzato le nuvole e si è tirato un sospiro di sollievo. Almeno per il momento la situazione è stazionaria. Stasi meteo ma prime conte dei danni. Quelli accusati da aziende e privati ma anche dalle campagne che, negli agri di Lesina, Chieuti, Serracapriola e Poggio Imperiale registrano allagamenti anche di 70-80 centimetri d’acqua che potrebbero aver messo ko i raccolti ma anche le stesse produzioni. Basta dare una sbirciata dall’auto lungo l’autostrada o la statale “16 Adriatica” per rendersi conto della mazzata accusata dal settore agricolo. 

Situazione sotto controllo anche nella diga di Occhito ma i precedenti di inizio dell’anno e del passato non fanno certamente dormire sonni tranquilli alle comunità del posto. Nessuno ha infatti dimenticato i danni causati al territorio dalle esondazioni del fiume “Fortore” che in più di un punto vede il suo alveo naturale occupato da colture agricole e attività imprenditoriali.

Sull’argomento scende di nuovo in campo Camporeale. «Ritengo - esordisce il primo cittadino di Serracapriola - che, a causa delle attuali e prossime previsioni meteorologiche, potrebbe essere ormai prossimo uno sversamento delle acque contenute dell’invaso in caso di capienza limite. Una decisione del genere sarebbe catastrofica se si considerano gli effetti che l’apertura delle paratie provocherebbe». Il riferimento è a quanto accaduto nel passato, quando centinaia di ettari di campagne della zona limitrofa alla foce furono letteralmente inondate. «Ecco perché - conclude Camporeale - chiede un tavolo d'incontro con le Autorità competenti e cioè Regione, Provincia, Ufficio territoriale di governo , Consorzio di bonifica al fine di predisporre un piano d'intervento per la salvaguardia del territorio e delle aziende agricole messe in ginocchio ormai dai frequenti allagamenti che distruggono i raccolti e provocano danni incalcolabili.
di ANTONIO D’AMICO
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