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In Puglia e Basilicata

Studentesse accusano:  così il professore ci palpeggiava in cucina

Studentesse accusano:  così il professore ci palpeggiava in cucina
POTENZA - Un professore di Tolve, D.M. di 38 anni, è accusato di aver molestato alcune sue alunne minorenni nell’istituto Alberghiero di S. Arsenio. È stato sospeso dall’incarico. L’indagine è partita nel 2007 dopo le denunce di alcune studentesse minorenni che accusavano il prof, insegnante in cucina, di averle molestate. Prossima udienza il 19 novembre

25 Ottobre 2009

MASSIMO BRANCATI

POTENZA - Quando l’«orco» vive tra le mura di una scuola. A finire sul banco degli imputati è un docente di Tolve, D. M., 38 anni, accusato di molestie sessuali e minacce nei confronti di alcune studentesse. Tutte minorenni. Dopo il rinvio a giudizio deciso ad aprile scorso, la vicenda, dal punto di vista giudiziario, ha vissuto un momento topico con la testimonianza, davanti ai giudici del tribunale di Sala Consilina, di cinque ragazze che hanno lanciato pesanti accuse, parlando di attenzioni particolari e morbose da parte del professore.

La prima udienza del processo è durata ben dieci ore con la ricostruzione dell’accaduto. Racconti circostanziati, dettagli scabrosi alla presenza di psicologi che hanno fatto da supporto per tentare di attutire gli inevitabili riflessi sulla psiche delle ragazze. Tutto si sarebbe consumato all’interno della cucina dell’istituto alberghiero di Sant’Arsenio durante le ore di lezione quando il docente, che da qualche anno ha una cattedra nell’istituto del Vallo di Diano, con la scusa di pulirsi le mani sul grembiule delle ragazze (in gergo si chiama «torzone») si sarebbe spinto decisamente più in là con palpeggiamenti e carezze ardite. Le ragazze avrebbero accusato il prof anche di averle minacciate per evitare che parlassero con la polizia.

L’approdo in tribunale della vicenda è il frutto di indagini della Procura della Repubblica di Sala Consilina cominciate a marzo del 2007 quando sono scattate le prime denunce di allieve minorenni «per le attenzioni morbose» del professore di cucina nei loro riguardi. Il primo episodio su cui gli investigatori hanno focalizzato l’attenzione avrebbe coinvolto una studentessa di 17 anni che, visibilmente agitata, aveva chiesto di essere ricevuta dal preside dell'istituto per riferirgli di essere stata vittima di presunte «toccatine» da parte del professore. Immediatamente l'episodio è stato segnalato all'autorità giudiziaria e, nel corso dell'indagine, sarebbero emersi tanti altri casi analoghi che hanno indotto la Procura a chiedere al gip presso il Tribunale di Sala Consilina Rosaria Morrone le misure restrittive.

Dopo un lungo periodo investigativo, a far scattare la manette ai polsi del trentottenne docente lucano, nato a Tolve ma residente a Brindisi di Montagna, sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sala Consilina. Sottoposto agli arresti domiciliari, l’uomo è stato poi rimesso in libertà dal Tribunale del Riesame di Salerno.

Secondo l’accusa, al di là dei risvolti sessuali della vicenda, il professore avrebbe anche minacciato gli studenti di un’intera classe di bocciarli per indurli a tacere di fronte alle domande della polizia giudiziaria che indagava sui suoi comportamenti.

Altre studentesse e la psicologa consulente del pubblico ministero verranno ascoltate il prossimo 19 novembre quando si terrà la prossima udienza. Nel frattempo il prof sotto accusa è libero ma è stato sospeso dall’incarico. L'inchiesta va avanti con la speranza che si faccia piena luce su una vicenda così delicata, nell'interesse sia delle allieve che dello stesso docente.

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