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In Puglia e Basilicata

Oggi le primare del Pd D'Alema: da Emiliano una sfida personale

Oggi le primare del Pd D'Alema: da Emiliano una sfida personale
È caccia all’ultimo voto per le primarie del Pd Oggi seggi aperti dalle 7 alle 20. D’Alema a Bari: Emiliano va «curato».«Ho girato per la Puglia in questi giorni e mi sono imbattuto in manifesti giganteschi. Mi sono chiesto di cosa si tratta, perché noi dobbiamo eleggere il segretario del partito, non il capo della Puglia». Massimo D’Alema lancia l’ultima stoccata a Michele Emiliano, il candidato outsider delle mozioni nazionali che sfiderà sino alle 20 di queste sera, nelle urne delle primarie, Sergio Blasi (Bersani) e Guglielmo Minervini (Franceschini).

25 Ottobre 2009

di BEPI MARTELLOTTA

BARI - «Ho girato per la Puglia in questi giorni e mi sono imbattuto in manifesti giganteschi. Mi sono chiesto di cosa si tratta, perché noi dobbiamo eleggere il segretario del partito, non il capo della Puglia». Massimo D’Alema lancia l’ultima stoccata a Michele Emiliano, il candidato outsider delle mozioni nazionali che sfiderà sino alle 20 di queste sera, nelle urne delle primarie, Sergio Blasi (Bersani) e Guglielmo Minervini (Franceschini).

I veleni tra i candidati e le rispettive mozioni hanno contrassegnato sino all’ultimo giorno utile la campagna per le primarie in Puglia. E il presidente della fondazione Italianieuropei, nonché promoter di Bersani, non perde l’occasione per lanciare affondi col proverbiale sarcasmo. «Va fatta un’operazione pedagogica: dobbiamo aiutare Emiliano a ritrovare il suo ruolo. Faccia il sindaco di Bari, cosa per cui è stato eletto dai cittadini. Luiè il segretario regionale uscente, ma gli iscritti hanno già detto che non lo vogliono. Voler fare tutto assieme è un atteggiamento da comandanti, ma l’idea di un uomo solo la comando non corrisponde a quella dei Democratici. Noi facciamo cose diverse, dovrebbe capirlo». 

Già 30mila iscritti al Pd hanno votato e il 60% di loro ha messo la crocetta sul nome di Blasi: scambiare questa come operazione dei signori delle tessere - tuona D’Alema - è stravagante, tanto più se «gli insulti arrivano da chi più di latri dovrebbe rispettare gli iscritti del suo partito». 

La verità, invece, è che «Emiliano ha concepito questo congresso nazionale come una sfida. I temi delle mozioni in campo sembra che non lo riguardino - aggiunge D’Alema - ha voluto sottrarsi al confronto e dirci cosa pensa del futuro del Pd per costruire una sua sfida personale. È una grande personalità e ha un’alta carica istituzionale in Puglia, avrebbe dovuto prendersi sottobraccio Blasi ed esserne guida, ma invece...». Invece sin dall’inizio ha costruito «una sfida personale dentro una consultazione regionale e nazionale, scordando che la Puglia non fa nazione ma è parte di essa». Ed è paradossale, sottolinea, «che una “persona nuova” come Blasi venga accusata dalla potente nomenklatura regionale di essere il vecchio».

'D’alema si sottraea pronostici sull’esito, ma si dice sicuro del fatto che «nessuno ha perso con 20 punti di vantaggio». Insomma, la palla del Pd - e di ciò che accadrà da lunedì quando si comincerà a discutere della sfida per le Regionali - è già nella mani del sindaco di Melpignano. «Non so cosa accadrà, il mio impegno è che si elegga un segretario con la forza di un voto popolare», con un’operazione - quella delle primarie - che sarà trasparente. «Non ci sono tessere, ma persone che vengono a votare - assicura D’Alema - e dunque non credo che militanti di destra possano presentarsi senza essere riconosciuti. Sarebbe politicamente sgradevole». Barra dritta, infine, sull’alleanza larga da realizzare con Udc e Idv per vincere la sfida alla Regione, rinnovando l’impegno a Vendola affincché «prenda l’iniziativa» e avvi il dialogo.

Domani si vedrà. Per ora restano sul terreno i segni (indelebili?) di una campagna velenosa. Il gruppo De Gennaro di Bari, tirato in ballo dal coordinatore della mozione Bersani Malagnino come sponsor di Emiliano e portatore di tessere al partito, «smentisce categoricamente qualunque forma di pressione sui propri dipendenti tesa ad indurli a tesserarsi all’interno del Pd». E dal neo-consigliere regionale Domenico Caputol’estremo appello a ricucire. «Gli inevitabili veleni che stanno caratterizzando la vigilia delle elezioni primarie da lunedì devono essere messi da parte». I tre candidati «rendano quello di domenica non uno scontro finale, bensì una festa».

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