Domenica 14 Agosto 2022 | 11:44

In Puglia e Basilicata

«Messo in ferie e  cacciato dall’Ilva»

«Messo in ferie e  cacciato dall’Ilva»
di MIMMO MAZZA 
Il suo tesserino è stato disabilitato. Ieri mattina uno dei 24 dipendenti dell’Ilva che l'azienda ha messo in ferie forzate in attesa che la magistratura faccia luce su una presunta truffa da 40 milioni di euro, legata a forniture inesistenti di materiali o a fatture gonfiate, si è presentato, accompagnato dall’avv. Giuseppe Lecce, alla portineria dello stabilimento per provare a tornare sul suo posto di lavoro ma non ha potuto superare gli ingressi
• L'avvocato dell'operaio: «Non entriamo nel merito, contestiamo le modalità»

24 Ottobre 2009

di MIMMO MAZZA 

Il suo tesserino è stato disabilitato. E così stamattina, in una conferenza stampa, griderà la sua rabbia per una situazione alla quale si sente e si proclama completamente estraneo. Come annunciato ieri dalla «Gazzetta», ieri mattina uno dei 24 dipendenti dell’Ilva che l'azienda ha messo in ferie forzate in attesa che la magistratura faccia luce su una presunta truffa da 40 milioni di euro, legata a forniture inesistenti di materiali o a fatture gonfiate, si è presentato, accompagnato dall’avv. Giuseppe Lecc , alla portineria dello stabilimento per provare a tornare sul suo posto di lavoro ma non ha potuto superare gli ingressi perché, come detto, il suo badge era stato disabilitato.

L’uomo mercoledì sera aveva inviato, tramite il suo legale, un telegramma alla direzione aziendale chiedendo il reintegro nel posto di lavoro. Così non è stato e ora si rivolgerà alla magistratura penale per presentare una denuncia per violenza privata e a quella del lavoro. L’avvocato Lecce ha già inoltrato anche una diffida ipotizzando la violazione dell'art. 2109 del codice civile («Periodo di riposo» riservato al prestatore di lavoro) e dello Statuto dei lavoratori. Stamattina nello studio legale Lecce si svolgerà una conferenza stampa per illustrare le prossime mosse.

La presunta truffa, sulla quale indaga il sostituto procuratore Matteo Di Giorgio, avrebbe coinvolto tre aziende di Milano e una di Taranto. Si parla di un giro di fatture gonfiate per gli acquisti con una spesa maggiorata per l'Ilva di 40 milioni circa. Emilio Riva, dopo le prime avvisaglie della possibile truffa, avrebbe letteralmente perso la pazienza. L’imprenditore milanese che ha stabilito in riva allo Jonio il core business delle sue attività, ha quindi messo tutto nero su bianco, chiedendo all’autorità giudiziaria di fare chiarezza e perseguire i possibili responsabili. Il calo della produzione dell’acciaio accusato nell’ultimo anno dall’Ilva a causa della crisi ha portato i manager del gruppo a rivedere la catena dei costi e a fare alcune comparazioni con quanto si spende normalmente sul mercato per assicurarsi le forniture ora finite sotto i riflettori. 

Facendosi i conti in tasca, Riva avrebbe notato una macroscopica sporporzione tra le forniture che arrivano in azienda e la cifra pagata alla consegna della merce. Incrociando i numeri, l’imprenditore lombardo avrebbe scoperto di aver speso molto di più di quanto sarebbe stato possibile con una attenta politica di gestione. Dopo una prima serie di controlli a campione, la verifica delle spese starebbe riguardando ora i conti dei magazzini di ogni reparto e ogni unità produttiva dello stabilimento siderurgico. A maggio scorso, quando la vicenda è arrivata ai vertici aziendali, è dunque partita la decisione di bloccare tutti i pagamenti e avviare ogni tipo di verifica, compresa ora anche l’appendice penale, per ricostruire tutto l’accaduto, accertare eventuali responsabilità, capire che tipo di legame si era creato tra chi forniva la merce e chi firmava i contratti e teneva i rapporti con le ditte, e punire i responsabili. L'azienda ha presentato un esposto tramite l’avvocato Egidio Albanese e sospeso, tramite la concessione di permessi retributi o l’obbligo di smaltire le ferie arretrate 24 dipendenti, indicati nella denuncia presentata alla magistratura come persone informate sui fatti.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725