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In Puglia e Basilicata

A Canosa appaiono due cervi è il mosaico di San Sabino

A Canosa appaiono due cervi è il mosaico di San Sabino
di PAOLO PINNELLI
Due cervi, in posizione simmetrica, che si abbeverano a un «kantaros»: è questo il mosaico che è apparso a Canosa, giorno dopo giorno, tessera dopo tessera, sotto le spazzole, le spugne e le spatoline degli studenti del Dipartimento di Scienze umane dell’Università di Foggia. Siamo nell’area del battistero di San Giovanni. Ed il mosaico si trova tre metri sotto il livello stradale, proprio all’ingresso di quella che è stata individuata come la navata centrale della più antica cattedrale paleocristiana di Puglia. È la chiesa di Santa Maria a Canosa, quella che venne scoperta nella campagna di scavo del 2006
• «Quelle tessere sabiniane raccontano l’importanza dei vescovi canosini»
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23 Ottobre 2009

di PAOLO PINNELLI

CANOSA - Tre metri sotto il livello stradale. «È una montagna di terra, stratificata secolo dopo secolo»: lo dicono quelli che hanno dovuto scavare per giungere al piano dell’antichis - sima chiesa di Santa Maria. Sono gli archeologi, soprattutto studenti, ma anche laureati, del Dipartimento di Scienze umane dell’Università di Foggia. Tre metri di terra. Tanto hanno dovuto ripulire prima di giungere al piano di calpestio della più antica chiesa paleocristiana dell’intera Apulia. Una scoperta importante effettuata in parte nella prima campagna di scavi del 2006, ma che si è arricchita di un nuovo interessante tassello tre anni dopo. Una serie di mosaici, in pratica la pavimentazione dell’antica chiesa, e, sopra, venti centimetri più in alto, una seconda pavimentazione, più ricca, con forme geometriche ma anche con figure di animali. La più interessante delle scoperte arriva proprio dall’area di ingresso della chiesa: un mosaico policromo che raffigura due cervi che si abbeverano ad un kantaros. 

La scoperta è arrivata proprio in conclusione delle sette settimane (una in più del previsto) in cui una quarantina di studenti dell’Univer - sità foggiana hanno scavato, proseguendo quanto effettuato dai loro colleghi tre anni prima. Il progetto è stato diretto da Ro- berta Giuliani e Danilo Leon e, dell’Università di Foggia, coordinati dall’archeologo Giuliano Volpe, tornato tre anni dopo il «suo» primo scavo come Rettore dell’Università foggiana. 

La scoperta del raro mosaico ha richiamato non solo l’attenzione di molti curiosi ed appassionati. Nell’area della basilica di San Giovanni, a supporto dei suoi studenti, è arrivato il rettore dell’Università di Foggia, Giuliano Volpe. «Siamo di fronte alla conferma che Canosa e soprattutto questa importante area ha bisogno di essere scoperta e conservata» ha detto l’archeolo g a Marisa Corrente, della Soprintendenza ai beni archeologici di Puglia. Presenti anche Sabino Silvestri, presidente della Fondazione archeologica, che ha supportato gli studenti nelle sette settimane di lavoro a Cansa, e mons. Felice Bacco, parroco della cattedrale di San Sabino. Non è mancato il sindaco di Canosa e presidente della provincia di Barletta, Andria, Trani: «Un’altra pagina importante per la nostra storia - ha detto Francesco Ventola - faremo in modo che questo progetto possa proseguire e gli scavi possano riprendere al più presto». 

Già, il problema ora è proprio questo: cosa accadrà agli scavi della più antica cattedrale di Puglia. Al termine della scorsa campagna di scavi, l’area venne ricoperta per poterla poi indagare nuovamente. Sono trascorsi tre anni per questa campagna di scavi. La nuova scoperta dei prestigiosi e rari mosaici rivendica però adesso tempi meno lunghi. (pinnelli@gazzettamezzogiorno.it)
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