Martedì 09 Agosto 2022 | 21:39

In Puglia e Basilicata

Brindisi: "Acque chiare" «Ecco come facevano a cambiare le carte»

Brindisi: "Acque chiare" «Ecco come facevano a cambiare le carte»
di VINCENZO SPARVIERO
Tutte le fasi che hanno portato al sequestro del complesso Acque Chiare sono state ricostruite - ieri mattina in aula - dal luogotenente della Finanza Enrico Mancarella, uno degli investigatori del nucleo di Polizia tributaria che hanno lavorato per mesi tra atti e convenzioni prima di chiudere la vicenda con i sigilli alla struttura turistica e la richiesta di rinvio a giudizio per il costruttore e alcuni suoi presunti complici

20 Ottobre 2009

di VINCENZO SPARVIERO 

BRINDISI - Tutte le fasi che hanno portato al sequestro del complesso Acque Chiare sono state ricostruite - ieri mattina in aula - dal luogotenente della Finanza Enrico Mancarella, uno degli investigatori del nucleo di Polizia tributaria che hanno lavorato per mesi tra atti e convenzioni prima di chiudere la vicenda con i sigilli alla struttura turistica e la richiesta di rinvio a giudizio per il costruttore e alcuni suoi presunti complici.

Mancarella - sollecitato dalla pm Adele Ferraro - ha ricostruito l’inchiesta basata sui documento relativi all’accordo di programma che è stato in qualche modo variato. Il sottufficiale delle Fiamme gialle ha ricordato anche il ruolo del costruttore Vincenzo Romanazzii nella modifica della convenzione «allo scopo - a suo dire - di poter vendere subito gli immobili». 

«All’origine - ha detto Mancarella - la convenzione prevedeva un periodo più lungo prima di arrivare alla vendita delle ville. Poi, dopo vari interventi, e il ribaltone politico con Antonino che passò dal centro-destra al centro- sinistra, il periodo era stato dimezzato ma comunque non si poteva vendere prima dei cinque anni. Convenzione che non è stata rispettata». 
Intanto, sempre nell’udienza di ieri, il giudice Aliffi ha accolto le circa quattrocento richieste di testimonianze tra proprietari delle ville, tecnici e consiglieri comunali. Una lista lunghissima che - nelle prossime udienze - potrebbe essere ridotta anche drasticamente. Numerose le prove testimoniali presentate proprio dai legali dei proprietari, molti dei quali erano rappresentati ieri in aula dall’avvocato Rosario Almiento. Almiento ha anche annunciato la costituzione di parte civile dei proprietari nell’altro processo - quello che inizierà il 2 novembre - a carico del solo Vincenzo Romanazzi, accusato di corruzione come di corruzione era accusato anche l’ex sindaco Giovanni Antonino, che ha già patteggiato la pena uscendo di scena anche da questo processo. 

I proprietari delle ville sequestrate sono tutti - o quasi - parte civile contro i quattro imputati accusati di lottizzazione abusiva per i residence «trasformati» in residenze per famiglie. Nella loro costituzione avevano chiamato in causa anche il Comune di Brindisi per «la responsabilità civile legata al danno subito». Il Comune è stato chiamato in causa per l’omesso controllo della corretta esecuzione dell’accordo di programma che è al centro di tutta la vicenda. 

Tra gli imputati - oltre al costruttore Romanazzi - figurano il notaio Bruno Cafaro, il capo ripartizione dell’Urbanistica del Comune di Brindisi Carlo Cioffi e l’a rchitetto Severino Orsan, progettista del complesso. 
Gli imputati sono accusati di lottizzazione abusiva per “avere, in concorso tra loro, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso realizzato una speculazione edilizia sui terreni siti in località Case Bianche, tipizzato nel Piano regolatore generale, quale zona agricola e viabilità di rispetto”. 

Secondo le accuse, una convenzione sarebbe stata in qualche modo stravolta “attraverso un’attività di edificazione di un albergo, di ville e di uno stabilimento balneare con piscina, ristorante, bar e cabine in assenza di validi titoli abilitativi”. La Procura sostiene, inoltre, che le “concessioni edilizie” rilasciate nel 2001, nel 2003, assieme ai “permessi a costruire” datati 2005 e 2006, sarebbero “illegittime e illecite giacché corpo del reato di abuso d’uf ficio commesso in concorso tra loro da Antonino e Romanazzi, nonché del reato di corruzione perpetrata da Vincenzo Romanazzi”. Anche gli imputati, oltre alle parti civili, avevano fatto pervenire la lista dei testi a sostegno dell’estraneità ai fatti contestati. 

La lista testi più numerosa è quella dell’architetto Carlo Cioffi, presentata dall’avvocato Roberto Cavalera, che ha chiesto l’ascolto di ottanta persone, fra politici e funzionari del Comune e della Regione Puglia: in elenco figurano, tra gli altri, l’attuale sindaco di Brindisi, Domenico Mennitti, tutti gli assessori e i consiglieri uscenti, e i componenti della Giunta barese nel periodo di tempo in cui è stato tenuto a battesimo il villaggio Acque Chiare. La prossima udienza per il controesame di Mancarella è stata fissata per il 16 novembre.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 

BLOG

- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725