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In Puglia e Basilicata

Ammanco alle Poste due indagini a Neviano

Ammanco alle Poste due indagini a Neviano
L’ammontare del «buco» non è stato ancora definito. Ci stanno lavorando gli ispettori delle Poste e gli agenti della polizia postale. Una vicenda venuta alla luce qualche settimana fa e che sta turbando le notti di molti risparmiatori che hanno visto sparire una fetta dei propri depositi. Un dipendente addetto allo sportello avrebbe trattenuto per sè una parte dei guadagni riconosciuti su alcuni Buoni fruttiferi postali
• Martina Franca, banca nella bufera riapre dopo commissariamento 

19 Ottobre 2009

NEVIANO - Ammanco alle Poste con decine di vittime, soprattutto anziani. L’ammontare del «buco» non è stato ancora definito. Ci stanno lavorando gli ispettori delle Poste e gli agenti della polizia postale. Una vicenda venuta alla luce qualche settimana fa e che sta turbando le notti di molti risparmiatori che hanno visto sparire una fetta dei propri depositi. Ad alleggerire i conti dei clienti è stato un dipendente dell’agenzia delle Poste. Si tratta di un impiegato addetto allo sportello. L’uomo è indagato per peculato, che è il reato che si contesta ad un pubblico ufficiale o ad un incaricato di pubblico servizio che si appropria del denaro che si trova a maneggiare per ragioni del suo ufficio. 

L’ammanco è venuto a galla quasi per caso. E’ stata una risparmiatrice a mettere la pulce nell’orecchio. Era andata alle Poste per riscuotere i buoni fruttiferi. Considerato che, di questo tipo di prodotti, ne aveva sottoscritti anche altri, si è insospettita quando ha notato che gli interessi erano inferiori ai buoni incassati in precedenza. I dubbi dell’attenta risparmiatrice hanno permesso di portare a galla un sistema truffaldino che avrebbe consentito all’impiegato di lucrare sugli interessi. Di fatto, il dipendente avrebbe trattenuto per sè una parte dei guadagni riconosciuti sui Buoni fruttiferi postali che hanno una durata massima di 18 mesi e garantiscono un rendimento fisso che cresce nel tempo. Dopo la prima segnalazione sono cominciate le verifiche. L’ufficio ispezione della Direzione provinciale ha cominciato a scavare fra i registri e i conti dell’agenzia di Neviano. 

Il lavoro degli ispettori è andato avanti per settimane. E, accanto all’indagine interna aperta dalle Poste, ne è stata avviata anche una penale. Gli agenti della Polizia postale hanno già provveduto ad acquisire documentazione. Stime ufficiali non ce ne sono. Appare difficile quantificare con precisione il totale dell’am - manco. Man mano, però, che gli agenti della polizia postale raccolgono le denunce dei risparmiatori che si sono ritrovato il deposito «alleggerito», si cominciano ad avere dati più certi che fanno aggirare il «buco» intorno a diverse decine di migliaia di euro. La trattenuta operata dal dipendente sugli interessi era compresa fra il dieci e il 20 per cento. In un caso sarebbero spariti fino a 13mila euro. 

Gli agenti della polizia postale continuano a raccogliere le denunce dei risparmiatori negli uffici della sezione che si trova nel piazzale della stazione di Lecce, in viale Oronzo Quarta. Le indagini dovranno chiarire pure a partire da quando l’impiegato avrebbe affettuato le «trattenute» sugli interessi. Anche su quest’aspetto gli investigatori mantengono il più stretto riserbo, ma pare che gli ammanchi siano andati avanti per anni. In paese, ovviamente, c’è rabbia, ma c’è anche stupore. I risparmiatori si chiedono come poter recuperare le somme. Sulla vicenda la Procura ha aperto un fascicolo. E’ all’attenzione del sostituto procuratore Giovanni Gagliotta che attende l’informativa redatta dalla polizia postale prima di adottare i provvedimenti più opportuni.
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