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In Puglia e Basilicata

«Noi, tirocinanti Asl  di Bari riparavamo  mobili antichi»

«Noi, tirocinanti Asl  di Bari riparavamo  mobili antichi»
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
Ecco le denunce a Vendola che fecero annullare tutto. Ancora, la «Gazzetta» ha ottenuto un foglio Excel con il titolo PD_PUGLIA_2007 che sembrerebbe un elenco di tessere di partito: contiene (sono segnati in verde) i nomi di cinque persone che appaiono, guarda caso, tra le sei assunte «in più» rispetto ai 57. Ma sono le lettere degli esclusi alla Asl e alla Regione a rivelare le situazioni più paradossali
• La storia che ha fatto saltare il coperchio
• E spuntano intercettazioni abusive presso Asl di Bari e Foggia

19 Ottobre 2009

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI. Sono disagiati psichici, hanno avuto problemi di droga. Ma non sono stupidi. E quando hanno capito che per loro, tirocinanti e davvero bisognosi, il posto di lavoro non sarebbe arrivato, hanno fatto saltare il banco rivelando situazioni paradossali e qualche singolare coincidenza. E così, come la «Gazzetta» ha raccontato ieri, ad aprile l’Asl di Bari ha dovuto precipitosamente annullare quelle 57 assunzioni disposte senza bando pubblico dal sub-commissario Rocco Canosa sulla base di una singolare giustificazione: «Siamo costretti ad assumerli perché con loro non funziona nessun’altra terapia». 

I tirocini formativi sono uno strumento previsto dalla legge. Ma richiedono un bando pubblico che non è mai stato fatto: l’Asl di Bari, nel 2007, ha scelto i beneficiari sulla base di elenchi predisposti da medici e compilati chissà come. Il fatto è che molti di quei 57 assunti, più altri 6 che non apparivano nemmeno tra i tirocinanti e che pure sono stati assunti, non erano né disagiati psichici né ex tossicodipendenti. 

La «Gazzetta » ha ottenuto copia delle domande di ammissione a tirocinio di alcuni dei beneficiari. In una di queste, datata 28 novembre 2007, il richiedente dichiara «di essere attualmente disoccupato» e «di averematurato competenze nel settore della manutenzione di impianti elettrici ». A fine 2008 sarà assunto come se fosse un disagiato. 
Ancora, la «Gazzetta» ha ottenuto un foglio Excel con il titolo PD_PUGLIA_2007 che sembrerebbe un elenco di tessere di partito: contiene (sono segnati in verde) i nomi di cinque persone che appaiono, guarda caso, tra le sei assunte «in più» rispetto ai 57. Ma sono le lettere degli esclusi alla Asl e alla Regione a rivelare le situazioni più paradossali. Una, firmata da un signore con il cognome slavo, è quella che ha permesso all’allora direttore generale Lea Cosentino di prendere coscienza di quanto stava accadendo. Un’altra, firmata da G.S., parla senza mezzi termini di favoritismi, fa nome e cognome di quattro persone «segnalate da», «che non provengono né dal Csm (centro di supporto mentale, ndr) né dal Sert e tanto meno sono invalidi civili». E racconta la sua esperienza di tirocinio: «Siamo stati impiegati a lavorare in un fantomatico laboratorio di ristrutturazione, fatiscente, con presenza di ratti ed insetti di ogni genere, senza nessuna protezione (...), dove ci hanno fatto eseguire lavori di ristrutturazione di mobili antichi, commissionati da privati a scopo di lucro». Anche in questo caso il signor G., ex tossicodipendente, fa nomi e cognomi, dice di conoscere «fatti ben più gravi di questo». 

Il 10 aprile scorso, di fronte all’evidenza dei fatti, e per «scongiurare l’indebita erogazione di danaro pubblico», il dg Cosentino annulla su due piedi tutte le assunzioni. Sulla vicenda si sono già espressi Tar e Consiglio di Stato, che hanno rilevato solo un problema formale (la delibera 955 doveva essere adottata in contraddittorio con gli interessati). Oggi il giudice del lavoro di Bari si esprimerà invece sulla situazione di altri 3 ex tirocinanti, che hanno chiesto di essere reintegrati: sono tra quelli che hanno dimostrato il possesso dei requisiti di legge. I protagonisti della vicenda oggi non ci sono più. 

La Cosentino è stata licenziata, il manager Rocco Canosa guida la Asl Bat (dove ha bandito in tre anni 22 borse di studio assegnate sempre alle stesse 7 persone), il dirigente responsabile dei tirocini Ernesto Chiarantoni non è più alla Asl. Le decisioni che riguardano la sanità vengono prese nei palazzi della politica. Sarà anche per questo se il 20 aprile, 10 giorni dopo che la Cosentino ha fermato tutto, il dottor Chiarantoni (all’epoca segretario cittadino di Rifondazione a Modugno, oggi passato a Sinistra e Libertà) manda per fax le delibere con gli elenchi degli assunti-licenziati alla allora senatrice Maria Celeste Nardini (anche lei di Rifondazione). Chissà perché.
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