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Banca del Mezzogiorno Le reazioni del mondo bancario pugliese

Banca del Mezzogiorno Le reazioni del mondo bancario pugliese
di LUCIANO SECHI
BARI - Semaforo verde per la Banca del Mezzogiorno. Il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge, proposto dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti, finalizzato alla istituzione di un istituto di credito per il Sud. Prudente il mondo bancario pugliese. Marco Jacobini, amministratore delegato della banca Popolare di Bari: si poteva agire sul fisco.

16 Ottobre 2009

di Luciano Sechi

BARI - Il progetto Banca del Mezzogiorno, per quanto se ne sa, sembra vedere in generale abbastanza prudente il mondo bancario pugliese con giudizi peraltro variegati. «Non è facile commentare – sottolinea l'amministratore delegato della Popolare di Bari, Marco Jacobini – sembra che sia una banca che si avvale dei 14mila sportelli delle Poste, se poi a queste aggiungiamo gli sportelli delle Banche di Credito Cooperativo, il numero diventa esorbitante e poi, comunque sia, tutte le posizioni dovrebbero passare attraverso questi sportelli, con che qualificazione nel campo del corporate? 

Per poi finire alla banca di secondo livello, quale appunto la Banca del Mezzogiorno, che dovrebbe avere potere decisionale. Credo che ci potrebbero essere delle misure molto più immediate e tutto sommato meno onerose che sarebbero d'ausilio alle imprese – aggiunge Jacobini - il discorso di fondo è che se le banche potessero vedere defiscalizzati gli accantonamenti per partite anomale, un po' di garanzia a favore dei prestiti fatti ad aziende con rating bassi, probabilmente potrebbero essere invogliate ad aprire ancor di più, tenendo sempre conto del merito creditizio». «A mio avviso – insiste Jacobini – l'unica cosa che avrebbe potuto fare un istituto con partecipazione statale è il medio-lungo consentendo di poter lavorare di più su questo versante e sulla razionalizzazione del debito delle imprese che credo sia uno dei punti essenziali al momento».

«Io non esprimo una opinione visto che siamo parte di questo progetto – precisa a sua volta Augusto Dell'Erba, presidente dell’Associazione delle Banche di Credito Cooperativo di Puglia e Basilicata - noi siamo molto soddisfatti di aver ottenuto questo riconoscimento che credo ci venga dalla buona prova che abbiamo dato durante la crisi finanziaria, dimostrando di essere soggetti realmente collegati all'economia reale, se soffriremo strada facendo, soffriremo di economia reale e non di vicende finanziarie. Parteciperemo a questo progetto con il nostro know-how e io sono particolarmente soddisfatto che si guardi alle Bcc del Sud come rete, siamo, infatti, 108 istituti al Sud con 600 sportelli che potranno crescere ulteriormente. Siamo soprattutto confortati che il credito cooperativo nel suo complesso è impegnato, quindi anche il centro-nord darà una mano sia nella realizzazione che nella fase più propriamente operativa».

«Il progetto della Banca del Sud, per come è dato di conoscerlo dalle notizie di stampa, può costituire un fattore positivo di stimolo e di facilitazione per lo sviluppo del sistema economico meridionale – commenta il direttore generale di Banca Carime , Raffaele Avantaggiato - ulteriori valutazioni saranno possibili quando verranno resi noti tutti i particolari normativi ed operativi. Da apprezzare l’intenzione di non farne un carrozzone politico con la previsione di una partecipazione “a tempo” da parte dello Stato».

«Il progetto di Banca del Mezzogiorno presentato dal Ministro Tremonti – commenta il presidente della Banca Popolare di Puglia e Basilicata, Raffaele D’Ecclesiis – necessita a mio avviso di ulteriori approfondimenti. In linea generale penso che vada valutata attentamente l’effettiva necessità di tale nuovo ente, oltre che reali competenze e funzioni che ad esso andrebbero attribuite. Ritengo comunque riduttivo, in un’ottica di sostegno all’economia del Sud, pensare che la soluzione all’attuale divario con le zone più sviluppate del Paese possa essere la sola istituzione ex novo di un ente creditizio di secondo livello e trascurare la presenza, specie in Puglia, di diverse banche fortemente radicate nel territorio che a pieno titolo sono in grado di sostenere e di fatto da sempre sostengono le economie locali. 
Detto questo, - aggiunge D’Ecclesis - penso che un efficace piano per il Sud debba affrontare con fermezza il tema dei fondi comunitari, la questione delle infrastrutture, il sostegno alle imprese anche sul versante creditizio in collaborazione con le banche locali esistenti e una politica del lavoro che fronteggi il dramma di una disoccupazione che è al Sud a livelli allarmanti».

«Le prime notizie pubblicate dalle agenzie di stampa non ci dicono molto di più di quanto anticipato dai mezzi d’informazione sulla Banca del Mezzogiorno, fortemente voluta dal Ministro dell’Economia Giulio Tremonti tesa ad aumentare la disponibilità del credito destinato al Mezzogiorno – rileva Vito Primiceri, direttore generale della Banca Popolare Pugliese - non si può dire molto, perché si sa ben poco, almeno fino a questo momento sulla nuova banca. Come raccoglierà la Banca del Mezzogiorno i fondi da dare ai privati? Che ruolo avranno le banche di credito cooperativo o gli uffici postali? 

Allo stato una cosa mi sembra certamente positiva: che il progetto della nuova Banca rientrerà nel piano per il Sud. Sono, infatti, fermamente convinto che l’impresa meridionale assieme (e certamente non dopo) alla “Banca del Mezzogiorno” ha bisogno di poter contare su altri strumenti, quali: la maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione, il miglioramento delle infrastrutture, la riduzione dei vincoli autorizzativi, l’avviamento di un’efficace azione di contrasto di ogni forma di illegalità presente sul territorio, ecc. Insomma, nessuna apertura o chiusura aprioristica, ma solo la necessità e l’importanza di sapere qualcosa di più per capire meglio se la “Banca del Mezzogiorno” potrà essere utile e funzionale allo sviluppo del territorio».
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