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In Puglia e Basilicata

Scippo a Molfetta muore donna 90enne

Scippo a Molfetta muore donna 90enne
IL VIDEO CHOC
di LUCREZIA D’AMBROSIO 
L'anziana era stata aggredita a Molfetta dai malfattori, entrambi a volto scoperto, che inutilmente avevano cercato di strapparle dalle mani la borsetta contenente pochi spiccioli. Giulia Samarelli, aveva riportato gravi lesioni al cranio e al torace, è morta venerdì in ospedale. Grazie ai filmati di alcune telecamere di sorveglianza, i carabinieri sono risaliti ai presunti autori dello scippo: Michele De Bari e Pietro Gadaleta, due diciottenni, accusati ora di omicidio preterintenzionale
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17 Ottobre 2009

MOLFETTA - È morta Giulia Samarelli, la novantenne strattonata e lanciata sull’asfalto mentre tentava di difendere la sua borsetta da uno scippo. L’ennesimo, disperato trasferimento a Foggia, dopo gli interventi effettuati a Molfetta e ad Andria, non è riuscito a salvarla. E per il momento restano in carcere Michele De Bari e Pietro Gadaleta, due diciottenni che sono stati fermati per il tentato scippo. I due sono accusati di omicidio preterintenzionale. 

Pietro Gadaleta, che vive a Terlizzi, è stato arrestato dai carabinieri nella notte. Michele De Bari è stato bloccato per strada a Molfetta. A casa dei due, i militari hanno trovato gli indumenti che indossavano al momento del tentato scippo finito in tragedia. 

Le fasi dell’aggressione sono state riprese dalle telecamere di sorveglianza. E le sequenze che raccontano gli ultimi istanti di normalità della donna sono agghiaccianti. I due giovani a bordo del ciclomotore per due volte la incrociano. Lei, Giulia, la borsetta al braccio, cammina lungo il marciapiede. I due le passano vicino e vanno oltre, poi, qualche istante e, dopo fanno inversione, tornano indietro. De Bari, alla guida del ciclomotore, si avvicina al marciapiede, Gadaleta si piega in avanti e aggancia la donna. Qualcosa va storto. Giulia finisce al suolo. Rotola su se stessa. Solo per un caso non finisce sotto le ruote di un’auto che in quel momento transita lungo la strada. Sono pochi attimi. Giulia resta a terra immobile. 

L’aggressione a Giulia era avvenuta poco dopo le 17.30 di mercoledì scorso. Le sue condizioni erano apparse subito gravissime. La donna aveva dovuto subire un primo intervento presso l’ospedale di Molfetta. Poi trasferita presso l’ospedale di Andria, ne aveva subito un altro. L’ultimo, estremo trasferimento agli Ospedali Riuniti di Foggia, non è poi riuscito a salvarla. Troppo gravi le lesioni al volto, i traumi al torace. 

Le indagini, per risalire all’identità dei due responsabili del tentato scippo, erano partite immediatamente. Anche perché, proprio grazie ai filmati delle telecamere, i carabinieri, chiamati ad indagare, erano riusciti ad ident ificarli. «Sono profondamente addolorato per la tragica morte di una persona innocente causata da una violenza così inutile e inaudita che altrettanto profondamente mi disgusta» ha detto il sindaco Antonio Azzollini ed ha disposto che il Comune si faccia carico delle spese relative alle esequie dell’anziana donna. 

Giulia Samarelli era una sarta. Era specializzata nella realizzazione di tende d’arredo. Una vera e propria maestra. Era sposata ma non aveva figli. Suo marito, una volta partito per il Venezuela, fece perdere le sue tracce. E Giulia si ritrovò da sola. Vita difficile, la sua. E ora, Giulia che aveva vissuto una vita nel silenzio, si è ritrovata sotto i riflettori e la sua morte fa male. Troppo violenta. Troppo ingiusta.
LUCREZIA D’AMBROSIO
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