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In Puglia e Basilicata

Alta Murgia e il caso (irrisolto) dei rifiuti

Alta Murgia e il caso (irrisolto) dei rifiuti
di COSIMO FORINA
L’altopiano pugliese come il mare dove sono state fatte affondare navi con rifiuti tossici? Le denunce, le aggressioni e le indagini in corso: tanti gli scenari sui quali fare piena luce. Da alcuni anni a Spinazzola, quella che per i più era apparsa come «leggenda», vale a dire l’interramento di alcuni camion carichi di rifiuti tossici, è stata invece storia supportata da rivelazioni e denuncie. A volte rese pubbliche, altre volte no perché secretate
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15 Ottobre 2009

di COSIMO FORINA

«Blu Notte, Misteri Italiani», il programma di Carlo Lucarelli in onda su Raitre venerdì 9 ottobre, puntata dal titolo «Navi a perdere – Il mare dei veleni», non solo ha approfondito le rivelazioni del pentito di «’ndrangheta» Francesco Fonti sull’af fondamento di almeno 30 navi presumibilmente cariche di rifiuti tossici nel mare di Calabria, come della Basilicata e della Puglia. Ma anche che qualcosa di simile forse è successo anche sulla terraferma, lungo il tratto della Murgia per mano del clan dei Casalesi. I quali, oltre a seminare morte con agguati efferati, gestiscono il traffico di droga, ne investono i proventi in attività lecite ed hanno fatto dallo smaltimento illegale dei rifiuti la loro principale fonte di guadagno. Come ha denunciato Roberto Saviano nel libro «Gomorra», Roberto Savia. 

LEGGENDA OPPURE NO? - Da alcuni anni a Spinazzola, quella che per i più era apparsa come «leggenda», vale a dire l’interramento di alcuni camion carichi di rifiuti tossici, è stata invece storia supportata da rivelazioni e denuncie. A volte rese pubbliche, altre volte no perché secretate. Ed ora l’interramento dei rifiuti nel territorio trova forza ancora una volta, in quello che nella trasmissione di Carlo Lucarelli è affiorato. La Murgia? Una delle tante discariche della camorra. Se le notizie delle navi affondate nello Jonio troveranno conferma, siamo di fronte ad uno degli attacchi più infami effettuati all’am - biente. Ma anche il popolo della Murgia, come sta avvenendo in Calabria e Basilicata, non può essere tenuto più all’oscuro. Tra i primi campanelli di allarme del traffico dei rifiuti in zona a Spinazzola, vi è di certo quello che porta la data del 3 aprile 2007. Nel dibattito che si occupa dell’insediamento della discarica a “Grottelline” svoltosi presso la sala Innocenzo XII organizzato dal comitato del centro storico (presidente Maria Di Maggio Carrara) e dalla Pro-loco «Torre e Pino» (presidente Vincenzo Ferri), interviene l’allora responsabile della Coldiretti locale, Michele Lovaglio. E lascia senza parole l’assemblea. Parlando a nome della sua associazione, su indicazioni della segreteria nazionale, invita a vigilare sui terreni che circondano la città. «Poiché - sostiene - sono giunte segnalazioni secondo le quali il nostro territorio sarebbe interessato al traffico di rifiuti pericolosi provenienti dalla Campania». 

L’ALLARME - Ma ancor prima altre notizie erano state rese pubbliche. A farlo il 7 luglio 2006, stessa data della pubblicazione dell’articolo sul Corrriere della Sera del giornalista Carlo Vulpio, nel quale si parlava del caso della discarica a “Grottelline”. Il 7 luglio 2006 il sindaco Carlo Scelzi intervenendo nella trasmissione di Radio News 24 - Sole 24 ore, due giorni dopo l’ag - gressione del direttore di Radio Regio, Alessio Dipalo, svelava retroscena inquietanti. Dipalo viene picchiato da due individui, dei quali uno diventerà collaboratore di giustizia della Dda di Bari posto in sicurezza con la sua famiglia, mentre l’altro diviene un caso di lupara bianca. Dalla sua emittente Alessio Dipalo denunciava la connessione tra politica, mafia, affari e mondo dei rifiuti. Scopre, nella foto che qui lo ritrae, alcuni fusti abbandonati sulla Murgia di rifiuti ospedalieri provenienti dal nord Italia. Denuncia le anomalie sull’insediamento della nascente nuova discarica a “Grottelline” poi sequestrata dal Tribunale di Trani, pm Michele Ruggiero. L’immondezzaio dato in gestione dal presidente della Regione Puglia Nichi Vendola all’Ati Tradeco-Cogeam. 

RIFIUTI DI NOTTE - Questa la trascrizione dell’intervento del sindaco Carlo Scelzi, all’epoca contro la discarica a Grottelline poi divenuto sostenitore dell’immondezzaio sul territorio di Spinazzola, oggi presidente dell’Ato-Ba/4 che si occupa dei rifiuti del bacino di 200.000 abitanti. In trasmissione Alessandro Billan rivolge questa domanda a Scelzi: «Lei ha detto che non vogliamo diventare, la Puglia, terra di conquista per attività dubbie. C’è qualcosa di dubbio in tutta questa vicenda, secondo lei?». Risposta di Scelzi: «Guardi questa vicenda cosi come avviene anche a carattere nazionale, presenta molti lati dubbi. Il mio parere finché non ci sarà una gestione diretta dello Stato di queste discariche, per l’impianto di smaltimento, come tutti sappiamo saranno preda facile per società che hanno una parvenza legale, però quando si scava in fondo ci sono tanti dubbi. Tanti dubbi anche certificati. Per cui, ecco è importante che la presenza dello Stato, quindi società miste o gestione diretta dello Stato delle discariche tolga questo carattere di economicità, questi grossi guadagni, queste grosse speculazioni nella gestione di queste strutture. Ma guardi io aggiungo un altro allarme che sul nostro territorio è fondamentale ed è presenta già da diversi anni. Quello dei fanghi che vengono scaricati sempre con una parvenza di autorizzazione per quello che si è a conoscenza. Ma a volte ci risulta che anche di notte degli autotreni, degli automezzi di grosse dimensioni vanno a scaricare e non si sa bene cosa in località in cui è difficile accedere. E’ questo purtroppo è testimoniato dall’elevata presenza di malattie tumorali che la popolazione del territorio Nord Murgiano sta denunciando da tempo». 

SCENARIO INQUIETANTE - Insomma, lo scenario è preoccupante: i dubbi sulla gestione della discarica, lo smaltimento dei fanghi che successivamente porteranno da parte dei carabinieri del Noe di Bari al sequestro di alcuni terreni in agro di Spinazzola e lo smaltimento illecito effettuato da camion che di notte si aggirano scaricando il loro carico di veleni sul territorio. Uscita improba di un sindaco appena insediatosi? Della questione rifiuti sulla Murgia si sono poi occupate anche la direzione distrettuale antimafia di Bari e quella di Santa Maria Capua Vetere, ma il rebus finora resta insoluto.
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