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In Puglia e Basilicata

Brindisi: la scuola è come nuova, ma non riapre non ci sono bidelli

Brindisi: la scuola è come nuova, ma non riapre non ci sono bidelli
di VALERIA CORDELLI ARCANGELI 
Non c’è pace nel VII Circolo didattico. La scuola elementare di via S. Giovanni Bosco, una delle articolazioni del VII Circolo, resterà chiusa. I lavori di ristrutturazione eseguiti dal Comune sono ultimati, ma il plesso resta chiuso per mancanza di personale. I genitori sono molto seccati perché le docenti hanno lasciato capire che quest’anno non si tornerà in via S. Giovanni Bosco
• A Bari per le classi affollate a rischio l'agibilità in 21 scuole

15 Ottobre 2009

di VALERIA CORDELLA ARCANGELI 

BRINDISI - Non c’è pace nel VII Circolo didattico. La scuola elementare di via S. Giovanni Bosco, una delle articolazioni del VII Circolo, resterà chiusa. Infuriano le proteste e, naturalmente, le polemiche. I genitori dei bambini che frequentano il plesso sono sul piede di guerra. Lo scorso anno scolastico le famiglie hanno fatto buon viso e pur senza condividere la scelta del Comune di avviare i lavori di ristrutturazione a cui era necessario sottoporre lo stabile durante l’anno scolastico hanno accettato il trasferimento delle classi presso la struttura di via Don Gnocchi. Ma ora, sebbene gli interventi edili siano stati ultimati, sembra che siano insorte nuove difficoltà: mancano i collaboratori scolastici (ex bidelli). Non si potrà tornare ad occupare la sede di via S. Giovanni Bosco completamente rinnovata. Perciò i genitori puntano i piedi. Non intendono cedere. Accompagnare i bimbi a scuola nell’altro plesso, nel rione Cappuccini, rappresenta, infatti, un notevole disagio per quanti risiedono a S. Chiara. Per un anno hanno tollerato ma ora, insorgono, la protesta non si arresterà. Tra l’altro ad agitare le acque sarebbe la voce che il Comune avrebbe sospeso la sistemazione degli arredi senza i quali la riapertura dell’istituto non potrà avvenire. Uno scaricabarili che non fa onore a nessuno. Non certo all’Amministrazione comunale che aveva assicurato all’inizio dell’anno scolastico l’avvio delle lezioni entro i primi giorni di ottobre. E tanto meno all’Ufficio scolastico provinciale che sembrerebbe restare sordo alle legittime richieste provenienti dalle famiglie che, schiacciate tra le contrazioni di personale operate dalla riforma Gelmini e le esigenze di maggiore sicurezza negli istituti scolastici (ma i lavori non si potrebbero eseguire in estate?), non sanno più a che santo votarsi.
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