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In Puglia e Basilicata

Imprenditore Adelchi aggredito davanti alla famiglia: io mollo

Imprenditore Adelchi aggredito davanti alla famiglia: io mollo
Amministratore unico dei calzaturifici "Nuova Adelchi spa" e "Crc srl", i cui dipendenti sono da tempo in stato di agitazione, denuncia di essere stato aggredito violentemente due giorni fa da un folto gruppo di persone che lo hanno costretto ad asserragliarsi in casa con la sua famiglia. Annuncia di voler dimettersi da ogni incarico per «il clima di intimidazione che fa venir meno le condizioni minime perché si possa pensare a una difficilissima impresa di ristrutturazione»

14 Ottobre 2009

TRICASE (LECCE) - L'imprenditore Sergio Adelchi amministratore unico dei calzaturifici 'Nuova Adelchi spà e 'Crc srl' di Tricase i cui dipendenti sono da tempo in stato di agitazione, in una nota denuncia di essere stato aggredito violentemente due giorni fa da un folto gruppo di persone che lo hanno costretto ad asserragliarsi in casa con la sua famiglia e ora annuncia di voler dimettersi da ogni incarico.

“Questo clima di violenta intimidazione – scrive l'imprenditore in una lettera inviata al presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, al prefetto di Lecce e al presidente della Provincia di Lecce – fa venir meno le condizioni minime perchè si possano serenamente e costruttivamente mettere in campo energie e risorse per una difficilissima impresa di ristrutturazione”. “La necessità di evitare di esporre a rischi se stesso e la propria famiglia - aggiunge – induce poi il sottoscritto a meditare sulla eventuale formalizzazione delle dimissioni da ogni incarico direttivo nelle aziende del cd 'cluster Adelchi”.

L'imprenditore denuncia che fatti analoghi erano già avvenuti il 30 marzo del 2008. Ciò nonostante – spiega Adelchi - “il sottoscritto ha continuato ad essere parte attiva nella concertazione volta al mantenimento dell’attività produttiva”. Ma l’episodio di ieri “ha avuto i connotati della 'caccia all’uomò, della spedizione punitiva” e sarebbe “irresponsabile – annuncia – non trarne le dovute dolorose conseguenze”.

Da tempo gli operai – in tutto 500 – cassintegrati protestano: sei operai nelle scorse settimane erano saliti per protesta sul tetto del municipio di Tricase dove sono rimasti per molti giorni. L’attività degli stabilimenti è ferma dallo scorso mese di aprile a causa di una crisi di commesse e di liquidità. Un’intesa raggiunta il 6 ottobre scorso alla Regione Puglia prevede il rientro in fabbrica di 40 persone entro il 30 novembre e la ripresa dell’attività a marzo. Solidarietà a Sergio Adelchi è espressa in una nota dal presidente della Confindustria di Lecce, Piero Montinari.
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