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In Puglia e Basilicata

Denuncia da Bari: «Negano a mia figlia il diritto di studiare»

Denuncia da Bari: «Negano a mia figlia il diritto di studiare»
di ANTONELLA FANIZZI 
La madre di Anna (il nome è di fantasia), l'alunna rifiutata delle medie inferiori Pascoli e Carducci, fatica a mantenere la calma: «Siamo persone rispettabili. La nostra è una famiglia di lavoratori. L'ho spiegato sin dal primo momento alla preside della Carducci. È vero che ho perso la pazienza, ma sono stata presa in giro. Ora basta: mia figlia ha diritto, come tutti gli altri ragazzi, ad andare a scuola. Ho già sporto denuncia ai carabinieri»
• Troppi alunni: disposta ispezione alla Pascoli e alla Carducci di Bari

14 Ottobre 2009

BARI - «Siamo persone rispettabili. La nostra è una famiglia di lavoratori: sia io che il mio ex marito siamo piccoli imprenditori. L’ho spiegato sin dal primo momento alla preside della Carducci. È vero che ho perso la pazienza, ma sono stata presa in giro. Ora basta: mia figlia ha diritto, come tutti gli altri ragazzi, ad andare a scuola. Ho già sporto denuncia ai carabinieri. Qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di questo pasticcio». La madre di Anna (il nome è di fantasia), l’alunna rifiutata delle medie inferiori Pascoli e Carducci, fatica a mantenere la calma. 

Tenta di discolparsi: «Mi hanno trattato come una pallina da ping-pong. Hanno distrutto i sogni di mia figlia, una ragazza di soli 11 anni. Ogni giorno mi chiede se ci sono novità. Se i presidi della Carducci, Rosangela Ferrara, o della Pascoli, Carlo De Nitti, hanno trovato un banco per lei». 
Anna questa mattina sarà in classe? 
«Certamente no. Ieri, alle 13.30, ho ricevuto la visita dei due dirigenti e dell’ispettore dell’Ufficio scolastico regionale Donato Marzano. Mi hanno garantito che presto sarà trovata una soluzione. Ho anche parlato con il sindaco Emiliano che mi ha assicurato il suo appoggio». 
Perché sua figlia non è iscritta in nessuna scuola? 
«Negli ultimi cinque anni ho vissuto in una città dell’Emilia Romagna. Sono tornata a Bari in estate. Ad agosto, con il cuore in mano, ho confidato i miei problemi alla preside Ferrara. La dirigente della Carducci aveva promesso di contattarmi: non si è fatta più sentire». 
E lei è passata alle ingiurie e alle minacce? 
«Mi è stato riferito che in quella scuola non c’era posto e di rivolgermi alla Pascoli. Abito in via Napoli: entrambi gli istituti sono raggiungibili a piedi. Ma anche la Pascoli mi ha chiuso le porte». 
I capi d’istituto sono stati però costretti a chiedere l’intervento delle forze dell’ordine. 
«Ho alzato la voce, è vero. Due giorni fa sono tornata alla Pascoli, pronta a mostrare la raccomandata del provveditore Giovanni Lacoppola che mi invitava a presentarmi a scuola per perfezionare l’iscrizione di Anna. Sono invece stata accompagnata all’uscita: erano assenti sia il preside che la vice. Furiosa sono passata alla Carducci: la dirigente ha chiamato la polizia». 
La soluzione dovrebbe comunque essere vicina. 
«Me lo auguro. Intanto ieri mattina sono stata accolta, sempre alla Pascoli, da una pattuglia dei carabinieri. Non voglio finire dalla parte del torto: sono andata alla caserma San Nicola e ho denunciato Ferrara, De Nitti e Lacoppola. Se mia figlia non ha un banco, non è per colpa mia. Quando questa storia finirà, qualcuno dovrà spiegare a una adolescente perchè le è stata negata l’istruzione. E non certo per un cognome pesante. Ripeto: siamo una famiglia perbene».
ANTONELLA FANIZZI
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