Domenica 14 Agosto 2022 | 18:04

In Puglia e Basilicata

Grano cancerogeno chiesto il giudizio per Francesco Casillo

Grano cancerogeno chiesto il giudizio per Francesco Casillo
di ANTONELLO NORSCIA 
A distanza di 4 anni dal sequestro di oltre 26 tonnellate giunte a Bari dal Canada a bordo della nave Loch Alyn, l’imprenditore coratino Francesco Casillo, dovrà tentare di respingere la richiesta di rinvio a giudizio per le accuse di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari. Sul banco degli imputati anche il 55enne gravinese Alessio Di Maggio quale direttore tecnico della «Samer», partner della Camera di Commercio di Bari, accusato di favoreggiamento, falso materiale e falso ideologico

13 Ottobre 2009

TRANI - Grano contaminato da ocratossina e poi miscelato ad altro per finire sulle tavole dei consumatori. Ogni giorno Corato è un delicato ed importante crocevia nazionale ed internazionale per molti prodotti alimentari a base di grano, commercializzati con diverse etichette, e per il sostituto procuratore della Repubblica di Trani Antonio Savasta assurge ad imputazione il fatto che nel 2005 Francesco Casillo, noto imprenditore coratino al vertice delle aziende di famiglia che operano a ridosso della S.P.231, acquistasse dal Canada grano a basso costo, perché contaminato da ocratossina, per poi destinarlo alla variegata filiera commerciale. 

A distanza di 4 anni dal sequestro di oltre 26 tonnellate giunte a Bari dal Canada a bordo della nave Loch Alyn, l’imprenditore coratino, che fu anche arrestato, dovrà tentare di respingere la richiesta di rinvio a giudizio per le accuse di adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari. Per definire la propria posizione, Casillo aveva chiesto di patteggiare una multa di 3.040 euro. Ed alla luce di motivazioni tecnico- giuridiche aveva ricevuto anche il consenso del pm. Ma un anno fa il gup del Tribunale di Trani Maria Teresa Giancaspro bocciò l’istanza di patteggiamento ritenendo che «la pena proposta, contenuta nel minimo di legge e per giunta convertita in pena pecuniaria appare risibile, quindi inadeguata ed incongura», ed adombrando una serie di perplessità su alcuni profili dell’inchiesta e sulla qualificazione dei fatti. Di qui la trasmissione degli atti in Procura e l’ulteriore iter giudiziario sfociato nella richiesta di rinvio a giudizio che si discuterà il 20 ottobre dinanzi al nuovo gup Maria Grazia Caserta. 

Sul banco degli imputati sederà anche il 55enne gravinese Alessio Di Maggio quale direttore tecnico della «Samer», partner della Camera di Commercio di Bari. E’ accusato di favoreggiamento, falso materiale e falso ideologico. Avrebbe consentito a Casillo di eludere le indagini ed occultare la contaminazione dall’ocratossina dell’ingente partita di grano sequestrata: la Samer avrebbe redatto perizie e certificati falsi attestanti l’assenza della pericolosa muffa. Sulla base di quei documenti poi ritenuti falsi, il grano contaminato fu dissequestrato e, mescolato ad altro grano, finì nella catena alimentare.
ANTONELLO NORSCIA
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