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Attentato a caserma di Milano: ferito militare brindisino

Attentato a caserma di Milano: ferito militare brindisino
E' il caporale Guido La Veneziana, di 20 anni, originario di Brindisi, il militare rimasto leggermente ferito allo zigomo destra nel corso dell’attentato contro la caserma "Santa Barbara" di Milano. A renderlo noto è stato il colonnello Giuseppe Astini, portavoce del comando militare dell’Esercito della Lombardia. Il suo "alt" all'attentatore ha probabilmente evitato che il gesto portasse a conseguenze più gravi
• L'attentatore, un padre modello. La moglie è di origini pugliesi
• Gli auguri di Vendola al militare ferito

12 Ottobre 2009

MILANO – E' il primo attentato esplosivo potenzialmente suicida in Italia, il primo in assoluto contro una caserma dell’Esercito. Un gesto, quello avvenuto stamani a Milano, dalle conseguenze non gravi (tranne per l’attentatore, rimasto seriamente ferito) ma che solleva forti preoccupazioni per la sua possibile valenza terroristica al di là della reale matrice jihadista, che starà alle indagini confermare o smentire. 

Sono le 7.40 in punto quando i soldati di guardia alla caserma Santa Barbara aprono la porta carraia che dà sul piazzale per far entrare uno dei tanti militari che, in auto, prendono servizio a quell'ora. Nemmeno il tempo di avvicinarsi al mezzo per la consueta identificazione del passeggero che, tra l'auto e il muro del portone in cemento armato, spunta un uomo, con in mano una borsa metallica porta attrezzi. Cerca di farsi avanti, i militari del 'polmone' di sicurezza (lo spazio tra il cancello e un secondo sbarramento protetto, guardato a vista dal corpo di guardia) lo vedono, intimano «Alt!» e immediatamente alzano i mitra. Lui si ferma, tentenna, urla qualcosa in arabo e immediatamente dopo aziona l’ordigno, che esplode con un boato fragoroso, avvertito anche tra i caseggiati della zona, il quartiere Primaticcio, nella zona Ovest della città. 

«Nessuna frase allusiva all’Afghanistan e nessuna parola intelligibile», ha spiegato Armando Spataro, procuratore aggiunto di Milano e coordinatore del pool antiterrorismo, uno dei primi, questa mattina, ad arrivare sul posto. I soldati sobbalzano all’indietro, e dopo i primi secondi di choc, dissolta la nuvola di fumo bianco, vedono l’uomo a terra, con il volto insanguinato e una mano gravemente lesionata dall’ esplosione dell’ordigno, molto rudimentale, e che per fortuna non si sarebbe innescato completamente. 

Alle 7.45 viene allertato il 118: l’unico militare ferito lievemente è un caporale di guardia, Guido la Veneziana, 20 anni, originario di Brindisi, che serve nella quarta compagnia del battaglione 'Sempione' del 1/o Reggimento Trasmissioni di stanza nella caserma. È proprio in questa struttura che, tra l’altro, viene coordinata, a livello locale, l’operazione strade sicure. E' sempre da questa caserma, poi, che una compagnia del 1/ Rgt, un centinaio di uomini, è recentemente partita per l’Afghanistan. 
Subito convergono tre ambulanze, vigili del fuoco, polizia e carabinieri. L’attentatore viene soccorso e portato in codice rosso all’ospedale Fatebenefratelli, dove viene sottoposto a un’operazione chirurgica che non riesce però a salvargli la mano e gli occhi. La prognosi è riservata. In tasca l’uomo ha i documenti: è Mohamed Game, 34 anni, laurea in ingegneria, da tre in Italia, residente a meno di un chilometro a piedi dal luogo dell’attentato. 
Da una donna italiana di origine pugliese ha avuto 2 figli e poi ha ottenuto il permesso di soggiorno. 

Il caporale, che ha riportato solo una piccola escoriazione su uno zigomo per un sasso scagliato dall’esplosione, viene medicato all’interno della caserma. Alcuni commilitoni lo raggiungono, lo abbracciano: lui ha lo sguardo scosso. Chissà quante volte avrà temuto per i suoi commilitoni che si trovano in Afghanistan. Invece è rimasto ferito lui, nella prima azione contro i militari in Italia. Azione per cui è stato arrestato in flagranza con le accuse di detenzione, porto abusivo e fabbricazione di esplosivi e denunciato per strage. 
L'ordigno, come ha precisato Spataro «non è esploso interamente: è a base di nitrati, sostanze liberamente in vendita, ma non sappiamo ancora se lo abbia confezionato da sè e non è ancora stata accertata la quantità di questa sostanza». 

Ora l’inchiesta coordinata dal pm Maurizio Romanelli, dovrà far luce su parecchi punti: oltre ad accertare i motivi del gesto e il quantitativo di sostanza inesplosa, capire, anche dall’analisi del materiale sequestrato nel suo appartamento, se Game, finora mai coinvolto in inchieste sul terrorismo internazionale, fosse legato a qualche gruppo fondamentalista. E ancora se aveva acquistato l’esplosivo oppure se gli era stato fornito e da chi. Tutti tasselli che gli uomini della Digos stanno cercando di mettere insieme anche ascoltando, oltre alla convivente, gli stretti conoscenti dell’attentatore Intanto domani il pm dovrebbe chiedere la convalida dell’arresto al gip che lo interrogherà non appena sarà possibile.
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