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In Puglia e Basilicata

Presentato a Bari «Diritti a Scuola» per gli studenti pugliesi

Presentato a Bari «Diritti a Scuola» per gli studenti pugliesi
Il progetto prevede, attraverso un bando aperto alle scuole pugliesi, un’azione straordinaria per potenziare le competenze di base (italiano e matematica) degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado e, al contempo, contrastare il fenomeno dell'abbandono scolastico. L’investimento pubblico complessivo per «Diritti a Scuola» è pari a 22 milioni

12 Ottobre 2009

bari - Si sono svolti a Bari, alla presenza di un’ampia platea di dirigenti scolastici delle scuole primarie e secondarie di 1° grado delle province di Bari, BAT e Foggia, e ad Ostuni con i dirigenti scolastici delle province di Lecce e Brindisi, intervenuti altrettanto numerosi, gli incontri degli assessori regionali Gianfranco Viesti e Michele Losappio e il Direttore dell’Ufficio scolastico regionale, Lucrezia Stellacci, per la presentazione del progetto «Diritti a scuola». 

C’è stata un’ampia partecipazione, una proficua discussione ed una grande condivisione per la qualità e la novità del progetto «Diritti a scuola» che ha come obiettivo prioritario, ha detto Viesti, «lo sviluppo e l’incremento dei livelli di apprendimento e le competenze chiave di alunni e studenti, al fine di prevenire la dispersione scolastica e favorire il successo a scuola ma anche nella vita di migliaia di studenti pugliesi». 

Con questa finalità prevalente «si coniuga l’intento - continua l’assessore Viesti - di arginare, sia pure parzialmente, il grave disagio che stanno vivendo i precari della scuola penalizzati dai tagli governativi». 

CHE COSA E' "DIRITTI A SCUOLA" 
«Diritti a Scuola» prevede, attraverso un bando aperto alle scuole pugliesi, un’azione straordinaria per potenziare le competenze di base (italiano e matematica) degli studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado. Un’azione straordinaria per metterli in grado di continuare con maggiore facilità e profitto il proprio percorso scolastico e per avere maggiori chances di successo nella vita professionale e personale. La denominazione «Diritti a Scuola» allude sia all’obiettivo di contrastare l’abbandono scolastico, sia alla circostanza che nelle scuole pugliesi debba esserci non solo il diritto formale a frequentarle, ma quello sostanziale ad apprendere. 

«Diritti a Scuola» sarà realizzato (anche sulla base d’uno specifico Accordo firmato fra Regione Puglia e MIUR) attraverso l’utilizzo di personale docente e non docente precario, colpito dai recenti tagli governativi sul personale scolastico. I dati precisi saranno disponibili a fine ottobre, ma è possibile stimare che «Diritti a Scuola » coinvolgerà oltre 200 scuole; oltre 1200 docenti e 300 unità di personale amministrativo tecnico e ausiliario; alcune decine di migliaia di studenti pugliesi. A giugno 2010, una valutazione scientifica indipendente, a cura dell’Invalsi, misurerà i risultati raggiunti in termini di apprendimento dei ragazzi. L’investimento pubblico complessivo per «Diritti a Scuola» è pari a 22 milioni. 

PERCHE' INVESTIRE IN QUESTO PROGETTO? 
I risultati delle recenti indagini OCSE- PISA sul «Livello di competenza dei quindicenni italiani» e i risultati dei test dell’Invalsi nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado, evidenziano che in Puglia vi è un numero elevato di studenti con insufficienti conoscenze di base. Questa situazione è inaccettabile. La carenza di competenze potrebbe determinare per questi ragazzi percorsi di vita e di lavoro più difficili e insoddisfacenti. Causare, per l’intera regione, una crescita economica e un livello di vita civile peggiori nel lungo periodo. 

Recenti valutazioni della Banca d’Italia mostrano che quello in istruzione è l’investimento, privato e pubblico, più utile. Al crescere dei livelli di istruzione aumentano molto, specie nel Mezzogiorno, le probabilità di trovare lavoro e di ricevere uno stipendio migliore; di saper curare meglio la propria salute; di partecipare alla vita democratica. Il rendimento sociale dell’investimento pubblico in istruzione è altissimo.
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