Martedì 13 Novembre 2018 | 19:43

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Una soluzione per l'Iraq - La Rice vola in Europa

Spera che «non ci siano obiezioni» all'Onu perché gli Stati Uniti mantengano il comando della forza di pace internazionale ma non ha escluso la possibilità d'un comando separato per la protezione dei funzionari dell'Onu - Visita a sorpresa di Rumsfeld a Baghdad
WASHINGTON - Condoleezza Rice, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, s'appresta a compiere una missione in Europa per consultazioni con Russia e Germania sulla nuova risoluzione sull'Iraq delle Nazioni Unite.
La Rice spera che la nuova risoluzione sia pronta «presto» (prima del passaggio di poteri il 30 giugno dalle forze d'occupazione a un governo iracheno) e conta che essa incoraggi altri Paesi ad inviare truppe in Iraq per contribuire a garantire la sicurezza nel Paese.
Il consigliere del presidente George W. Bush, che sarà a Mosca sabato e domenica e a Berlino fino a lunedì, ne ha parlato con alcuni giornalisti europei, affermando che «l'Iraq merita una possibilità» di libertà e democrazia e che il mondo intero «merita una sicurezza che può venire solo da un cambiamento nel Medio Oriente».
La Rice ha espresso fiducia nella tenuta della coalizione, indicando, in particolare, nell'Italia «un buon amico e un forte alleato» degli Stati Uniti. Rispondendo a domande sul rischio che altri Paesi seguano l'esempio della Spagna, che s'è ritirata dall'Iraq, il consigliere di Bush ha affermato: «Nella guerra al terrorismo una pace separata con al Qaida non è possibile». Bisogna stare attenti a non leggere nel ritiro della Spagna «il messaggio sbagliato»: «Il governo di Madrid deve stare attento a trasmettere il messaggio giusto».
Anche gli americani, però, devono mandare messaggi giusti dopo lo scandalo degli abusi nelle carceri irachene: «Dopo quelle foto, nulla sarà più "business as usual" in Iraq. Dobbiamo mostrare che una democrazia in questi casi funziona», individuando i responsabili e punendoli.
«E' nostra responsabilità perseguire gli abusi», ha detto la Rice, ribadendo il no alla Corte penale internazionale: «Faremo vedere che siamo capaci di farlo».
E alle domande che evocavano la possibilità di dimissioni del segretario alla difesa Donald Rumsfeld, il consigliere di Bush ha risposto che Rumsfeld è un capo del Pentagono «efficace»: «Tutti noi crediamo che sia efficace». Quanto alle voci che la indicano come candidata a sostituirlo, come scrive il Wall Street Journal, «non c'è bisogno di rimpiazzarlo, perchè resta dov'è: Rumsfeld s'è assunto la responsabilità di quanto è accaduto, ma ha anche la responsabilità d'indagare e di operare perché nulla del genere accada più».
La Rice ha riconosciuto che in Iraq s'è recentemente verificata «una serie di eventi molto molto brutti», ma ha aggiunto che «gli iracheni non vanno abbandonati» e vanno aiutati «a farsi avanti e ad assumersi la responsabilità» della gestione del loro Paese.
Nel frattempo, il consigliere di Bush spera che «non ci siano obiezioni» all'Onu perché gli Stati Uniti mantengano il comando della forza di pace internazionale in Iraq, ricordando che non c'era stato disaccordo nella coalizione perché gli Stati Uniti assumessero il comando, vista l'entità del loro contingente.
La Rice non ha escluso la possibilità d'un comando separato per la protezione dei funzionari dell'Onu, ma ha sottolineato che la cosa importante è garantire «una protezione efficace» a quanti opereranno in Iraq.
Giampiero Gramaglia

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