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In Puglia e Basilicata

«La basilica cade a pezzi  ma nessuno interviene»

«La basilica cade a pezzi  ma nessuno interviene»
di ANNA MARIA VITULANO 
MANFREDONIA - Non si può rimanere inerti o indifferenti di fronte allo stato di abbandono in cui versa la Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto. Un appello lanciato nel corso diun consiglio comunale. «Anche la classe imprenditoriale mostra scarsa sensibilità»

10 Ottobre 2009

di ANNA MARIA VITULANO 

MANFREDONIA - Non si può rimanere inerti o indifferenti di fronte allo stato di abbandono in cui versa la Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto. L’ennesimo appello, rivolto alle istituzioni e al mondo imprenditoriale cittadino, è stato levato da un consigliere della maggioranza PD, Giuseppe Guidone, in una delle ultime sedute di consiglio, nel corso della quale ha rilanciato l’allarme per i danni subiti in particolare dalla cripta di questo mirabile monumento, andata allagata e dichiarata impraticabile, e perciò chiusa al pubblico, dopo l’ultimo nubifragio abbattutosi sulla zona verso fine settembre. “La Balistica di Siponto è nel DNA dei sipontini, e sono convinto che se si chiedesse a ogni cittadino di Manfredonia di dare il proprio contributo per la ristrutturazione dell’amata chiesa dedicata alla Vergine, Protettrice della città, –ha detto Guidone- ognuno di noi sarebbe pronto, senza pensarci due volte, a mettere mano alla tasca”. Qualcosa, è indubbio, bisogna fare, qualche decisione va presa prima di veder rovinato per sempre il prezioso pavimento della cripta e di compromettere l’intera architettura della parte sottostante. “Ritengo che l’amministrazione abbia il dovere di promuovere l’apertura di un tavolo intorno al quale discutere del recupero integrale di questo monumento e individuare la soluzione e la via più breve per raggiungerla”. Una esortazione che tradiva l’emozione e la seria preoccupazione del consigliere Guidone. “Purtroppo il Comune può fare poco o nulla se non sollecitare l’opinione pubblica, poiché qualsiasi progetto –ha dichiarato l’assessore ai lavori pubblici, Antonio Prencipe- deve essere presentato obbligatoriamente dalla Sovrintendenza ai Beni Architettonici, così come non possiamo, ahimè, intervenire sulla sorveglianza. Ma se devo farmi portavoce per un intervento anche di tipo economico, confermo la mia disponibilità ad impegnarmi perché questo appello –ha aggiunto Prencipe che è anche consigliere provinciale- a Palazzo Dogana”. Guidone è andato anche oltre, lanciando una provocazione, sul piano della sensibilità, anche agli imprenditori edili di Manfredonia, ai rappresentanti della categoria dei cosiddetti “co - str uttori” che non devono solo chiedere –ha affermato- ma anche dare: “dovrebbero fare a gara per salvare il monumento simbolo della nostra città.
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