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Leucemie e bronchiti indagine a Brindisi sulla centrale Enel

Leucemie e bronchiti indagine a Brindisi sulla centrale Enel
BRINDISI - Si va dalla leucemia linfatica cronica al carcinoma della vescica, passando per la bronchite cronica e la dispnea. Sono purtroppo innumerevoli e diversificate le patologie che hanno contratto molte delle persone che hanno lavorato o risieduto nelle campagne ubicate attorno al nastro trasportatore del carbone che collega, lungo 13 chilometri, il piazzale di stoccaggio di Costa Morena alla centrale Enel di Cerano.

09 Ottobre 2009

di Antonio Negro

BRINDISI - Si va dalla leucemia linfatica cronica al carcinoma della vescica, passando per la bronchite cronica e la dispnea. Sono purtroppo innumerevoli e diversificate le patologie che hanno contratto molte delle persone che hanno lavorato o risieduto nelle campagne ubicate attorno al nastro trasportatore del carbone che collega, lungo un percorso di 13 chilometri, il piazzale di stoccaggio di Costa Morena alla centrale Enel di Cerano. E alcune di queste malattie sono state riportate dettagliatamente nell’esposto che circa 90 famiglie hanno a suo tempo presentato in Procura, favorendo un’articolata indagine (coordinata dai pm Giuseppe De Nozza, Silvia Nastasia e Cristina Fasano) che l’altro giorno è sfociata nella notifica di 12 avvisi di garanzia, nei confronti di dirigenti Enel e imprenditori locali attivi nel settore della movimentazione del carbone.

Certo le persone finora «avvisate» rispondono «solo» di getto pericoloso di cose (art. 674 cp) e danneggiamento di piante e di viti (art. 635 cp): ipotesi di reato che si riferiscono alla possibilità che i terreni e le piantagioni adiacenti alle aree adibite alla movimentazione del carbone siano state contaminate dallo stesso. E questo spiega anche il coinvolgimento nell’inchiesta di alcuni imprenditori che, in periodi diversi, hanno avuto affidato anche l’appalto per la pulizia del nastro trasportatore del carbone: un’incombenza che dovrebbe servire proprio limitare la dispersione di combustibile dovuta alla movimentazione dello stesso. Ed a tal proposito non è escluso che, nell’ambito dell’inchiesta in atto, alcuni dei dirigenti Enel indagati presentino delle memorie difensive tese proprio a ribadire la consistenza delle risorse aziendali investite nell’affidare la pulizia del nastro a ditte specializzate.

Ma c’è un filone della stessa inchiesta che riguarda l’eventuale nesso tra la presunta contaminazione e le tante patologie contratte. A tal riguardo l’esposto delle 90 famiglie cita i casi del «sig. L. N., sottoposto a visita presso la Divisione di Ematologia del policlinico S. Matteo di Pavia dove gli è stata diagnosticata una Leucemia linfatica cronica A cellule B»; ma poi si cita anche il caso del sig. A. A. cui è stato «diagnosticato un carcinoma prostatico e metastasi polmonari ed uno stato anemico»; e anche «il sig. C. N. (deceduto il 17 luglio 2007) in data 05/01/07 veniva sottoposto a resezione endoscopica di neoplasia della vescica presso la Divisione di Urologia dell’ospedale Perrino di Brindisi, con esame istologico evidenziante un “carcinoma uroteliale infiltrante ad alto granding della vescica pT3AG3”».


Sono solo alcuni dei tanti casi riscontrati fra coloro che risiedono su quei terreni o vi hanno lavorato a lungo come braccianti. E quasi ognuna delle 90 famiglie denucianti ha avuto a che fare con una grave patologia contratta da uno dei propri congiunti. Ciò che inquirenti e investigatori ora stanno cercando di verificare è l’eventuale sussistenza di un nesso tra questa enorme mole di patologie e la possibile contaminazione dei terreni dovuta alla movimentazione del carbone.

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