Giovedì 18 Agosto 2022 | 21:02

In Puglia e Basilicata

Stress, due impiegate delle Poste in ospedale

Stress, due impiegate delle Poste in ospedale
LECCE - Due impiegate delle Poste di piazza Libertini finiscono in ospedale nel giro di poche ore. La prima varca la soglia del Vito Fazzi verso le 10.30, dopo un’allerta al 118. La seconda, invece, intorno alle 18.40 sempre dopo una chiamata ai servizi d’emergenza sanitaria. Aria di influenza? Aria di tensione? Le ipotesi sono tutte plausibili. Ma, quel che è certo, è che i fatti accaduti ieri - quali ne siano le cause - non sono passati inosservati se non altro per il clima d’agitazione che hanno suscitato in alcuni ambienti sindacali e fra gli stessi lavoratori.

09 Ottobre 2009

Due impiegate delle Poste di piazza Libertini finiscono in ospedale nel giro di poche ore. La prima varca la soglia del Vito Fazzi verso le 10.30, dopo un’allerta al 118. La seconda, invece, intorno alle 18.40 sempre dopo una chiamata ai servizi d’emergenza sanitaria. Aria di influenza? Aria di tensione? Le ipotesi sono tutte plausibili. Ma, quel che è certo, è che i fatti accaduti ieri - quali ne siano le cause - non sono passati inosservati se non altro per il clima d’agitazione che hanno suscitato in alcuni ambienti sindacali e fra gli stessi lavoratori. Proprio i rappresentanti di categoria, infatti, vanno segnalando da qualche tempo una condizione di lavoro difficile che coinvolgerebbe alcune categorie di dipendenti, tra cui gli sportellisti. Riorganizzazioni interne, attribuzioni di mansioni e ruoli diversi, in linea con le nuove esigenze ed i nuovi obiettivi dell’azienda, avrebbero creato qualche malumore fra il personale.

Per Salvatore Labriola, rappresentante di Slc Cgil, almeno uno dei casi verificatisi ieri (una delle donne manifestava delle extrasistole) sarebbe da rapportare a questo.

«Uno dei due malori - spiega Labriola - è stato conseguente alla comunicazione di un trasferimento d’ufficio, adottato senza nessuna contestazione o richiesta di giustificazioni. Al di là del fatto se vi sia stato o meno un atteggiamento negligente - fa notare il sindacalista - esiste comunque una norma contrattuale, garantista, che dà all’azienda il diritto di effettuare contestazioni d’addebito ed al lavoratore quello di fornire entro cinque giorni le proprie giustificazioni».

Secondo Labriola, dunque, il caso di ieri sarebbe da inquadrare in questo clima. «Peraltro - aggiunge - il nostro sindacato ha già stigmatizzato e contestato iniziative unilaterali adottate dalla direzione di filiale».

La situazione, insomma, non sarebbe tra le più serene, «e i trasferimenti d’ufficio adottati ieri - rimarca Labriola - sono la punta dell’iceberg di una situazione di disagio che molti avvertono. Le esigenze sono cambiate - rileva Labriola - agli sportellisti sono richiesti impegni nuovi, tra cui anche la proposta di servizi e prodotti. A volte ciò è richiesto in termini non sempre appropriati al rispetto del lavoratore. Come Slc Cgil - spiega Labriola - stiamo condannando questo comportamento e certamente attiveremo anche delle iniziative pubbliche. Ma la circostanza più spiacevole - osserva il sindacalista - è la poca solidarietà da parte dei colleghi, forse per motivi di timore».

La Cgil, nel frattempo, esprime «solidarietà alle colleghe soccorse a causa dei malori» ed annuncia che «non rimarrà assolutamente inerte di fronte a scelte e comportamenti autoritaristici».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Lascia un commento:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Carica altre news...

 

PODCAST

 

PRIMO PIANO

 
 
 
 
- News dai Territori -
 
Editrice del Mezzogiorno srl - Partita IVA n. 08600270725