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In Puglia e Basilicata

Ecco perchè 5 giorni di silenzio da parte della Gazzetta

Ecco perchè 5 giorni di silenzio da parte della Gazzetta
La Lettera del Comitato di Redazione. «Disperatamente, i giornalisti e chi li rappresenta hanno fatto di tutto e di più per favorire una possibile revoca dello sciopero, per indurre la società editrice (l’Edisud Spa) a rivedere alcune scelte che avrebbero messo a rischio, se non proprio la sopravvivenza del giornale, quanto meno la sua tenuta sul mercato»
• Dopo 5 giorni la Gazzetta torna nelle edicole

08 Ottobre 2009

Cari Lettori, dopo un lungo braccio di ferro con l’azienda, rieccoci. Finalmente. Prima di illustrarVi le ragioni che nell’arco di una settimana hanno indotto la redazione a far sì che la Vostra Gazzetta non uscisse in edicola per ben cinque giorni (quattro consecutivi), è doveroso chiederVi innanzitutto scusa. Deve essere chiaro, comunque, che proclamare lo sciopero e impedire l’uscita del giornale proprio mentre a Bari veniva inaugurato il nuovo teatro Petruzzelli e in Basilicata si svolgeva la visita del presidente Napolitano, è stata tutt’altro che una scelta istintiva. Si è trattato di una decisione quanto mai sofferta, persino lacerante. Ma unanime. Disperatamente, i giornalisti e chi li rappresenta (il Comitato di Redazione) hanno fatto di tutto e di più per favorire una possibile revoca dello sciopero, per indurre la società editrice (l’Edisud Spa) a rivedere alcune scelte che avrebbero messo a rischio, se non proprio la sopravvivenza del giornale, quanto meno la sua tenuta sul mercato. Ma sino a ieri mattina - ovvero sino all’indomani di una lunga e partecipata conferenza stampa e dell’ennesimo sciopero - nessun concreto segnale era giunto dall’azienda. E così, per quattro lunghi giorni consecutivi, Vi abbiamo lasciati al buio. Forse persino disorientati. 

Ma ne valeva la pena. Perché, cari Lettori, come Vi abbiamo brevemente comunicato già nell’edizione di venerdì 2 ottobre, in gioco non c’erano e non ci sono rivendicazioni di carattere economico. In gioco, c’era e c’è il destino di un giornale che da 122 anni si sforza di dare voce ai bisogni e agli interessi delle popolazioni della Puglia e della Basilicata. Di un giornale che, se non rilanciato ulteriormente, rischia di essere marginale e incapace di far sentire la Vostra voce nei centri decisionali, a Roma come a Milano e a Bruxelles. Abbiamo scioperato solo per questo? No. Cari Lettori, abbiamo scioperato perché, mentre eravamo in attesa di un rilancio più volte annunciato e ancora tutt’altro che attuato, l’azienda ci ha annunciato due precise ed inderogabili volontà: 1. estendere a quasi tutta la rete diffusionale l’abbinamento del giornale con il quotidiano «La Stampa», che, diversamente da quanto accade adesso, verrebbe stampato a Bari, con un aggravio di costi, cioè con un saldo passivo di 500mila euro; 2. aumentare il prezzo del giornale portandolo ad 1,20 euro. Il tutto lasciando che in edicola continuasse ad uscire, come accade ormai da quasi un anno, un giornale spesso ridotto a 48 pagine. Sia chiaro, si tratta di scelte che sono prerogative dell’azienda. Scelte sulle quali i giornalisti attraverso l’assemblea e il Comitato di Redazione possono al massimo esprimere un parere e nemmeno vincolante. Ma tutti insieme in questi giorni abbiamo lottato affinché l’azienda riconsiderasse le sue decisioni. 

E ieri, finalmente, al termine di un serrato confronto (presenti anche le Associazioni della Stampa di Puglia e Basilicata), è arrivato il tanto atteso segnale che ha sbloccato la vertenza. L’azienda ha deciso innanzitutto di aumentare il prezzo soltanto nelle aree in cui il giornale viene e verrà diffuso in abbinamento con «La Stampa». In secondo luogo, si è impegnata ad allargare la rete dei corrispondenti e a presentare un piano di rilancio entro un mese. L’azienda ha infine assicurato che a Bari e nelle province di Foggia e della Bat la Gazzetta non andrà in abbinamento con «La Stampa» né con nessun altro quotidiano generalista. Intanto, l’aumento del numero di pagine è affidato alla esclusiva decisione dei direttori.
Il Comitato di Redazione
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