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In Puglia e Basilicata

Sindaco di Potenza accende la lampada di San Francesco

Sindaco di Potenza accende la lampada di San Francesco
E' stato il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ad accendere ieri la lampada sulla tomba di San Francesco, con l’olio offerto dalla Basilicata, a nome di tutti i sindaci d’Italia. E’ stato il momento più significativo delle celebrazioni che si sono svolte ad Assisi in occasione della festa del Patrono d’Italia ed alla quali sono intervenuti più di settemila pellegrini giunti dalla Lucania. Il tradizionale “messaggio all’Italia” del rappresentante  del governo è stato letto dal ministro per i rapporti con le  regioni Raffaele Fitto

05 Ottobre 2009

PERUGIA - E' stato il sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, ad accendere ieri la lampada sulla tomba di San Francesco, con l’olio offerto dalla Basilicata, a nome di tutti i sindaci d’Italia. E’ stato il momento più significativo delle celebrazioni che si sono svolte ad Assisi in occasione della festa del Patrono d’Italia ed alla quali sono intervenuti più di settemila pellegrini giunti dalla Lucania. 

Nei suoi interventi ufficiali nelle cerimonie che sino succedute ieri ed oggi il sindaco di Potenza ha sottolineato “la profonda devozione della terra lucana nei riguardi di san Francesco e la profonda adesione al suo modo di concepire la povertà, la fratellanza, la pace ed il rispetto per l’ ambiente”. Ha detto anche che i suoi amministratori, “impegnati quotidianamente per favorire lo sviluppo” della Basilicata riconoscono “a San Francesco un insegnamento di grande attualità per costruire una società più equa e solidale al fine di realizzare il bene comune”.

Il tradizionale “messaggio all’Italia” del rappresentante  del governo è stato letto dal ministro per i rapporti con le  regioni Raffaele Fitto. Al suo fianco, sulla loggia del Sacro  Convento, c' erano anche i presidenti dell’Umbria, Maria Rita  Lorenzetti, e della Basilicata, Vito De Filippo. 
Fitto nel “messaggio all’Italia” si è augurato che “il  nostro Paese si adoperi sempre per essere all’altezza della  protezione del poverello d’Assisi”. Nel suo intervento ha  espresso solidarietà alle vittime del maltempo a Messina ed ha  ricordato i “giovani italiani” che hanno “sacrificato” la  loro vita nel recente attentato in Afganistan. Un applauso della  piazza gremita di gonfaloni e pellegrini, in una splendida  giornata si sole estivo, ha accompagnato le sue parole. 

L'arcivescovo di Potenza, Agostino Superbo, che ha  presieduto la solenne concelebrazione nella cappella papale, ha  pregato anche per le vittime del terremoto di Abruzzo e delle  altre grandi tragedie che affliggono il mondo citando in  particolare quella vissuta in questi giorni in Indonesia. Come ai tempi di Francesco – ha detto nel suo saluto padre  Marco Tasca, ministro generale dell’ordine dei frati minori  conventuali – “non viviamo in un mondo di pace”, con tanti “focolai di guerra”. 

“Il fatto che oggi grandi conflitti non  si svolgano alle porte delle nostre case – gli ha fatto eco il  ministro Fitto – non deve farci ritenere che tali conflitti  siano meno gravi”.“Non credo azzardato quindi – ha proseguito  il ministro – cogliere tra la biografia del nostro Santo e la  vicenda nazionale italiana una sorta di parallelo simbolico per  eventi, atti e gesti. Se un santo e la sua vita possono dire di  un Paese, allora San Francesco dice certamente di noi – ha  osservato – più di quanto siamo pronti a riconoscere in noi  stessi, in questo tempo scosso da avvenimenti e culture che  sembrano portare verso una dispersione dei valori, che sembrano  minarli alle fondamenta”. 

“La dignità dell’uomo, dei poveri – ha detto ancora nella  omelia l’arcivescovo di Potenza – sia sempre al centro di tutte  le programmazioni dei politici. Francesco è l’esempio del vero  cittadino italiano: ha amato la pace cercando di costruirla, ha  amato i poveri e li ha accolti con amore, ha amato la natura ed  ha vissuto la perfetta letizia nella sofferenza. Sia lui – ha  esortato – l' ispiratore di nuove forme di accoglienza verso gli  ultimi ed i deboli. La cittadinanza autentica è la vita spesa  al servizio della dignità dell’uomo, soprattutto dei poveri e  degli esclusi”.  

Il sindaco di Assisi, Claudio Ricci, ha ringraziato la  Basilicata per l’“esempio che ha dato” con i settemila  fedeli, i cento sindaci ed il centinaio di sacerdoti arrivati  dalla Lucania. Una partecipazione che è un vero record in  rapporto alla popolazione di una delle regioni più piccole d’ Italia. A testimonianza – ha detto il sindaco di Potenza –   della “profonda devozione della terra lucana nei riguardi di  san Francesco e la profonda adesione al suo modo di concepire la  povertà, la fratellanza, la pace ed il rispetto per l’ ambiente”. Non solo il suo eccellente olio per la tomba di san Francesco  ma la Basilicata ha portato ad Assisi – ha detto il presidente  Vito De Filippo “anche lo splendore e l’umiltà della sua  terra, lo splendore dei nostri paesaggi, dei nostri orizzonti,  dei nostri giovani e della nostra fede”.
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