Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 03:46

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Nuovo massimo per la benzina

E' ormai allarme rosso sul fronte dei prezzi dei carburanti con la benzina che, spinta dalle fiammate del greggio sui mercati internazionali, ha sfondato anche quota 1,15 euro al litro
ROMA - E' ormai allarme rosso sul fronte dei prezzi dei carburanti con la benzina che, spinta dalle fiammate del greggio sui mercati internazionali, ha sfondato anche quota 1,15 euro al litro, superando le 2.220 lire e attestandosi su nuovi livelli record. E mentre il fenomeno si fa sempre più preoccupante anche sul fronte caro-vita, il rialzo dall'inizio dell'anno sfiora così il 10% con un rincaro, per la tasche degli automobilisti di circa 200 lire al litro (0,1 euro) che per un pieno di un auto di media cilindrata si traducono in quasi 5 euro in più. E mentre dal Governo - nonostante i numerosi annunci di possibili interventi fiscali allo studio per frenare il caro-carburanti - non si registra al momento nessun elemento di novità, l'opposizione scende in campo con il responsabile economico dei ds, Pierluigi Bersani che si rivolge al premier: «Invece di annunciare di ridurre le tasse, Berlusconi potrebbe intanto smettere di aumentarle: da anni il governo sta lucrando sull'aumento del prezzo della benzina che ha toccato in questi giorni livelli record».
Ed i consumatori dell'Intesa tornano in campo annunciando che il prezzo, in alcuni casi, ha raggiunto anche 1,158 euro al litro. E confermando, ancora una volta, il sit-in di protesta previsto di fronte a Palazzo Chigi per l'11 maggio, ricordano che «il Governo con una mano ha promesso sgravi fiscali elettorali, con l'altra ha tolto almeno 3 milioni di euro nei primi 4 mesi dell'anno dalle tasche dei cittadini con Iva ed accise sui carburanti».

Di certo c'è comunque che il peso fiscale è pari a quasi due terzi del prezzo di ogni litro di carburante acquistato al distributore. Sul banco degli imputati dell'impennata dei prezzi dei carburanti c'è comunque come principale imputata la fiammata delle quotazioni del petrolio che proprio oggi, a New York, hanno messo a segno un nuovo massimo da 13 anni, tornando a sfondare la quota psicologica dei 40 dollari al barile. Un rialzo quello che l'oro nero sta mettendo a segno ormai da settimane - spinto dalle tensioni mediorientali e dai timori del mercato per possibili interruzioni delle forniture dalla maggiore area produttrice del pianeta - che sta facendo registrare alle quotazioni dei prodotti lavorati sui mercati internazionali (il Platt's per l'Europa), nuovi record di giorno in giorno. Per una tonnellata di benzina verde, il prezzo internazionale sta registrando in questi giorni, ad esempio, la quotazione record di 457 dollari a tonnellata, quasi 200 dollari i più rispetto ai 293 segnati ad inizio anno.
Tornando al mercato interno, i due marchi del gruppo Eni - l'Agip e l'Ip - hanno annunciato oggi il terzo rincaro consecutivo, facendo scattare un aumento di 0,004 euro al litro sul prezzo al consumo di benzina e gasolio. I nuovi livelli negli impianti dell'Eni passano così a 1,131 euro al litro per l'Agip ed a 1.132 per l'Ip.
Ma prezzi ben superiori sono già scattati sulla rete viaria, nei distributori di altre compagnie con l'Api che da ieri è arrivata - secondo i dati disponibili di mercato - a 1,142, la Erg a 1,141 e la Tamoil a 1,137. Livelli questi ultimi che - se si considerano i differenziali previsti in alcune tipologie di impianti, a cominciare da autostrade e tangenziale, fino ai distributori notturni assistiti dalla presenza del gestore (+0,08-0,015 euro litro) - hanno spinto già in molti impianti il carburante ben sopra 1,150 euro al litro.
E l'allarme non è solo per le tasche degli automobilisti ma per l'intera economia. A cominciare dall'inflazione che già ad aprile è stata congelata proprio dal caro-carburanti al 2,3%: per ogni aumento in un mese di 0,36 euro al litro dei prezzi al consumo, gli esperti di settore stimano un incremento mensile dello 0,1% dell'indice dei prezzi al consumo.

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